IL SOGNO "solo lettura"
Libera lettura di accadimenti di vita e golfistici di
E’ ora!
va beh, dai è ora ...
sabato mattina, controllo e ricontrollo, penso di aver caricato tutto, un'altra occhiatina, mica è una vacanza devo stare via tanto, le scarpe, i vestiti, le lenzuola, qualche scatola di tonno al naturale, la pasta, i libri d'inglese, la roba da golf.
Ho messo borse anche sotto i sedili, BORSE ?... la sacca dove la ficco, sono proprio suonato l'ho lasciata giù l'ultima volta, carica batteria, una manciata di soldi, devo andare, un saluto di nuovo a mamma e papà che mi riempiono delle solite raccomandazioni !
Parto piano con calma, almeno 4 ore di macchina e ieri sera forse ho esagerato un pochino, ho salutato gli amici, si sà come van queste cose .Esco da Gorizia, ci stò bene quì, mannaggia se solo ci fosse un campo da golf, cioè c'è quello su cui ho imparato, ma adesso voglio di più, anche i campi su cui andrò a giocare hanno la loro importanza, poi mi servono confronti e maestri e gare e campo pratica e tanto altro.
Penso alla programmazione che mi son fatto, golf 3/4 ore al mattino, lavoro al pomeriggio,o viceversa, poi corsa e palestra, la dieta a zona e alla sera mi vedo davanti alla grande stufa a legna, addormentarmi in poltrona con il libro d'inglese sul volto!
Raggiungo la collina parmense, oggi è rispuntato il sole, un tranquillo pomeriggio d'autunno, un amico mi ha raggiunto e stiamo andando a quella che sarà la mia dimora per i prossimi mesi.Aprendo la porta mi si annoda un pochino la lingua, ma sono sempre più convinto della mia decisione.
Il posto è magnifico, dal cortile si squarcia una vallata che và fin giù al ponte di reggio emilia, i caprioli si stanno mangiando le mele rimaste. Accendiamo gli impianti e la stufa, con un pensiero gentile mi han fatto portare 20 quintali di legna, ci vorrà un pò prima che si scaldi, ma intanto devo scaricare le mie robe, ma quanto mi son preso sù, no mi servirà tutto.
Ho tutto il tempo, cosa corro da fare, accendo lo stereo, dal lettore esce una musica dolce, un flauto forse, traverso mi dice Vincio e scoppia a ridere, mi siedo un attimo ed osservo la pila di cd. Tanta bella roba da ascoltare, le tele ancora sul cavalletto, il cartone dei colori e i pennelli ben ripuliti.
Nella stanza c'è un divano/letto la poltrona davanti alla stufa, la tele e lo stereo, sarà un bel rifugio accogliente, dopo le giornate impegnative che mi son programmato. Poi un brivido, avevo già pensato al dovermi far da mangiare, la cucina è piccola e ben attrezzata, pulire non è un problema, per lavare c'è la lavatrice e uno stenditoio, ma stirare ... dovrò imparare, una novità assoluta, il mio amico ride di gusto.
Ho scaricato tutto, metterò a posto in serata, ci sediamo davanti al fuoco e ci facciamo due chiacchiere, naturalmente di golf, è già è per questo che sono quì per il golf, il mio gioco, il mio sogno, per diventare professionista.Domani si comincia, proveremo diversi campi nella zona vicino al posto di lavoro, poi sceglierò quello in cui iscrivermi, devo valutare tante cose, prima di tutte la distanza, i tempi sono importanti, devo tenermi il maggior tempo possibile per l'allenamento, ma intanto domani Modena, mi aspetta una valanga di virgole prima di vedere risultati, ma non importa, la strada è lunga e non sarà semplice, lui sorride dietro una nuvola di fumo
Oggi intanto siamo arrivati quì, è già l'inizio di scelta coraggiosa, passeggio tra i rovi di rose, penso a quanto sarà bello quì tra un pò, mi si illuminano gli occhi e la tristezza se ne và di colpo, le rose questa primavera esploderanno senza ombra di dubbio in un tripudio di colori e profumi, con loro ora ne sono convinto anche il mio gioco.L'amico se ne và, mi saluta cordialmente, mi sento protetto e penso a chi mi ha messo a disposizione questo piccolo parardiso, ma le fate esistono davvero?
Pane e prosciutto
Ieri sera sono crollato come un bimbo piccolo, sapete di quelli che stanno giocando e si afflosciando sul pavimento, troppo concentrati sul loro divertimento e non vogliono finirlo,ma il sonno li prende di colpo e poggiando il capo dove capita, chiudono gli occhietti col sorriso sulle labbra.
Mi sveglio, colpito dall'esplosione di sole che entra dalla finestra, tiro fuori il naso ma fà un freddo becco, la stufa si è spenta, mi ricaccio sotto fino ai capelli e penso che sarebbe una bella giornata per giocare a golf ...
Una frustata solo l'idea, ma oggi devo giocare a golf, a Modena ... mi alzo di scatto, cercando l'orologio, se mi muovo ce la faccio.Ma sono troppo intorpidito, ho dormito come un sasso e al massimo metto le ridotte, fuori ci sono due ... DUE ! gradi, ma un sole splendido.
La piazzetta dove ho appuntamento per la trasferta è deserta, l'amico che aspetto è più in ritardo di me e non di poco ...Un'oretta di macchina tranquilla nella pianura che fuma, il circolo è già in fermento, la gara è già cominciata, scarichiamo il necessario ed entriamo !
Il direttore, un tipo gradevole, in vena di chiacchiere, ci accoglie e ci invita al bar, dove dopo aver ordinato gentilmente mi chiede conferma se voglio davvero diventare pro, non capisco bene dove vuole parare, ma senza aspettare risposta mi elenca, pacatamente e con convinzione, una bella serie di motivi e situazioni che sconsigliano questa scelta in questo momento, concludendo con fare serioso che oggi come oggi essere maestri significa essere disoccupati, poi addolcise asserendo che cmq si può fare aspettando tempi migliori e che essendo amico del Vincio non devo pagare nulla ... buongiorno !
Campo pratica e si gioca, ho il drive caldo, gioco da Dio sul corto, ma il putt è così così, ne tirerò 32, troppi ! Più uno alla nove ma i ferri lunghi mi metteno in difficoltà quando devo usarli, un'allarme che sento e sulle seconde dovrò farci i conti.
I compagni sono gradevoli, due anziani signori inventori di regole, ci guardiamo e ridiamo ad ogni strafalcione, lui cerca di persuaderli gentilmente ad ogni occasione, ma questi sono pure gnucchi, scopriremo che sono gli sponsor della gara. Falcio con serenità qualche birdie, prenderò 13 green in regolation, i ferri lunghi li tiro ovunque, sparo un missile di drive fuori limite alla 13, ma oggi è una buona giornata, metto qualche pezza quà e là, finisco più cinque, dopo un batticuore alla 18, ero andato lunghissimo col drive a sx, la appoggio sull'isola e ... colpisco in pieno un tombino, la palla fà un salto terribile verso l'acqua ... la trovo dentro di un nulla, forse ha addirittura colpito il paletto.
Parliamo un pò del gioco di oggi, del mio gioco, lui non è ruiscito col mal di schiena a fare molto, drive e colpi corti ok, ferri e putt ... lavorare da subito ...vado in putting green ! 13 putt per il birdie, ne avessi messo solo uno ... lui una possibilità vera un birdie !
Arriva Davide ci invita a rimanere per cena e vuole vedere lo score, dice gli farebbe piacere se fossi a premio ... ma poi si deconcentra e ritorna a parlare dell'ultima domenica di luglio, sai io vorrei andare in ferie, incalza, ma il venerdi si può fare .36 punti stableford, 31 lordi, 77 colpi ... il tutto per vincere un prosciutto, niente ciotole d'argento, un bel prosciutto di Parma di circa dodici Kg.
Non ho pagato il greenfee e l'iscrizione gara, mi sono goduto una buona giornata di golf, mi porto via un prosciutto, che non sò ancora da che parte cominciare, gramigna alla salciccia, tigelle per cena .. quasi quasi mi faccio un pisolo durante il ritorno, simpatico eh !
E' finita ... dopo i saluti il Vincio mi fà " Bene il miele è finito ... ci si vede domattina alle sette "
lo strato di miele ... un velo sottile sottile
le dita non ne vogliono sapere di picchiettare sulla tastiera, anche i movimenti più semplici mi procurano dolore, no dolore non è corretto è un fastidio che sale e corre sù per le braccia ad ogni click, i polpastrelli non hanno una buona sensibilità, come tutte le sere devo fare i conti con questa situazione, li guardo come per accertarmi che ci siano ancora e riprovo con qualche parola, ma l'unica sensazione è un leggero formicolio.
Me lo ricordo da bambino, quando le nevicate erano abbondanti e terminata la scuola si passavano ore a tirar pallate di neve, i guanti si imbevevano di acqua gelida e le dita si sbiancavano al limite del congelamento, che poi le dovevi tenere per minuti sotto l'acqua per riattivare la circolazione e quel formicolio piano piano si espandeva nelle dita, al sedere facevi senza ci pensava la mamma a riscaldarlo con una buona dose di amorevoli patacche " guarda sei tutto bagnato" "che poi ti ammali e ti devo tenere a casa da scuola", ... quasi, quasi !
Ma passerà presto e comunque stà migliorando, si tratta di aver la pazienza di abituare il tutto ai nuovi movimenti del lavoro.
Certo che avere l' impressione di stringere la lima anche dopo aver fatto la doccia non è il massimo.
Non passa momento della giornata in cui non mi capiti di vedere cose nuove e incamerare minuscoli particolari, ma quanto pesa stà roba ? mi sà che la palestra ho già cominciato a frequentarla.
Ma oggi è venerdì, la prima settimana è passata via, nemmeno il tempo di rendermene conto, troppe cose da organizzare e la stanchezza il più delle volte ha il sopravvento, mi alzo alle cinque e trenta e dopo cena, nella mia nuova tana mi casca adosso il mondo, stendendomi !
Stacco gli occhi dal pc e mi guardo attorno è tutto in ordine, abbastanza, ho acceso il fuoco e le candele distribuite sui davanzali, mi pareva una buona idea e penso proprio siano gradite, ho pure messo in fresco una bottiglia di prosecco, non ne capisco tanto ma mi hanno assicurato che farà una bella figura.
Stò aspettando una persona, un'amica speciale con un cuore grande, arriva da lontano e dopo un viaggio di sei ore, vorrei farle trovare un luogo il più accogliente possibile, in particolare romantico come lei, no non devo fare atmosfera ... caldo come un rifugio.
Apro la stufa e metto un bel pezzo di ciliegio, è un buon legno per far fuoco, gironzolo un pochino, aprendo e chiudendo le mani, tiro fuori un ferro dalla sacca e provo uno, due swing lenti dopo aver grippato, ma sembra che se ne voglia volare via.
Domani si comincia con le cose serie, devo scambiare due chiacchiere con il maestro, l'ho conosciuto telefonicamente e mi ha già anticipato che vuol vedermi tirare qualche colpo, mi guarda una decine di palle e decidiamo su quali cose iniziare a lavorare, una cosa vale l'altra ci sarà da lavorare su tutto, sono un pochino agitato, in smania ma decisissimo, guardo il ferro nove che tengo in mano e penso ad un amico che quando ha visto la composizione della mia sacca mi ha detto "ma dove credi di andare con quella roba lì ?" ... è un pò che vorrei cambiare, sentiamo cosa dice il pro.
Già si comincia e ci saranno tanti amici lì in giro, l'occasione del ritrovo è una gara strampalata ed improvabile al Feudo d'Asti, dedicata ai vini locali, si decisamente meglio che arrivo sù prima per parlare con Marco, potrei non essere presentabile dopo, come molti degli amici !
Noto con piacere che ho giocato di più in questi giorni di quanto non abbia fatto ultimamente.Mi collego, leggo un pò di cose quì e là, facebook e poi il ns sito, c'è una valanga di post, sono contento è bello frizzante e destabilizzato come sempre, con un sacco di gente nuova, l'ultima volta che ho partecipato ad una merendata era primavera a Crema, indimenticabile.
Vorrei fosse già domani, è straordinario come le cose si susseguano, lo sò col tempo prenderanno il ritmo giusto, sono mezzo morto ma credo sia sempre così quando ci si incammina per una nuova strada, sono strafelicemente incasinato.
I fari della BMW invadono il giardino ...
Susan
... sto facendo gli ultimi km prima d’arrivare e già è buio. Spero un pò, che ci sia qualcuno adaspettarmi, e dovrei vedere le luci esterni ormai … mi si chiude un po’ lo stomaco – non vedo niente. Cerco di farmene una ragione, ma quando arrivo sull’ultima salita quella ripida molto, vedo che dentro casa un po’ di luce c’è
La macchina gira dentro il giardino e rimango un’attimo seduta – sono un po’ emozionata, certo non servono quelli esterni, la stufa è accesa, musica di sottofondo e sono lumi di candele, che mi accolgono!
Si apre la porta e un’abbraccio sincero, una stretta al cuore mi fa sentire un’altra volta, che è la cosa giusta! Sono tornata a casa mia, che adesso per un po’ la dividerò con una persona, che già la sente come me!
Trovo delle cose nuove, musica, libri, attrezzi, vestiti, ma per nulla invadente, sono messi lì, come se fossero sempre state qui. Non è la sensazione di avere un’ inquilino, ma semplicemente di aver accolto un’ amico, che già ne fa parte!
Mi racconta del magone della partenza e l’emozione dell’arrivo, la gara, i primi giorni al lavoro, le nuove conoscenze, le cose che vuol studiare, il programma della palestra e dello stretching, mi fa vedere gli attrezzi, che si è portato e le ore volano via. Mi sembra molto determinato e deciso, consapevole, che non sarà una passeggiata, ma è senza paura e verso il traguardo. Una piccola cena e poi qualche riflessione su cosa ci saremmo trovati in futuro con un bicchiere di vino e la legna, che và ancora.
Non c’è verso, ormai ha preso il posto sul divano vicino alla stufa e si addormenta nel sacco a pelo con la tele ancora accesa.
Spengo le luci e vado fuori a girare un po’, è freddo, ma c’è un cielo stellato stupendo e sono veramente contenta!
Grazie Ale, che sei venuto da noi!
bianco, tanto bianco, tutto bianco
Ma chi me lo ha fatto fare di ricordare le nevicate ?
Già la neve, la variabile nei progetti, l'incognita che quando la trovi al mattino uscendo di casa ti rende partecipe dell'inutilità di tutti i programmi per quella giornata e sì che li avevi così minuziosamente elaborati, inutilità proporzionata alla quantità, abbondanti si era detto ... e mi morsico la lingua !
Guardo smarrito lungo il viale di ingresso, trenta metri di salita contornata da cipressi e penso alla ripida discesa verso il paese, con le sue ampie curve a gomito zizaganti tra i boschi di faggio, tanto stretta da non consentire a due macchine di incrociarsi.
Non ho di certo pensato alle gomme invernali, vorrai mica che nevica, negli ultimi inverni nemmeno in montagna, che se vogliono sciare la devono sparare coi cannoni, sono le sei e quindici, vorrei tornare a letto.
Mi dirigo verso il capanno degli attrezzi, sperando di trovare una soluzione rapida ed indolore, ma non ci trovo nulla delle qualità richieste in una pala in alluminio adattissima al bisogno, le prossime due ore non avranno nulla di ecclatante !
Fortunatamente sulla strada passa lo spazzaneve e io ho sgomberato il necessario, il viaggio sarà lungo anche se i chilometri pochi, ho tutto il tempo per ricordare i due giorni ed Asti, appena passati sotto un bel sole e in ottima compagnia.
Guido con pazienza e cerco di rifocalizzare tutte le cose di cui ho discusso col maestro, un vero professionista che gioca anche sul tour.
Sabato ho cercato durante il giro di mettere in pratica alcune cose, con risultati alterni, d'altronde adesso dove và la palla è poco importante, devo sfruttare al massimo tutto e la posizione mia non me lo consente, sono come schiacciato sulla palla, devo dare più ampiezza ed essere meno accartocciato, sento qualche colpo diverso, come se fossi più convinto, devo assolutamente ricercare questa sensazione e renderla ripetitiva.C'è stato tanto altro, sia in campo che alla cena, ci sono persone in questa comunità golfistica sulle quali si potrebbe scrivere, persone belle di dentro, amici che vedi di rado ma che ogni volta ti regalano qualcosa di grande, ci stai bene insieme e basta.
Aspetti il momento di sederti con loro e bere qualcosa, perchè sai che comunque renderanno la chiacchierata allegra e chiassosa, cosa che puntualmente avviene, stupirsi della loro aggregazione e spontaneità, nonostante le enormi diversità caratteriali, come se ognuno avesse un posto naturale in un insieme non delineato, attori di se stessi senza copioni da recitare.La scusa era un gara, organizzata magnificamente da una compositorice di melodiche delizie culinarie, immersa nei vini locali, con la cornice di un bel campo definibile montanaro.
Quì cominciano le noti dolenti, in quanto nel mio contratto, stilato da un beffardo datore di lavoro golfista, ogni punto vale un'ora o viene tradotto in premio, ogni punteggio lordo ha la poco affiscinante conseguenza di un sabato al lavoro, non ho ancora ben chiaro il tutto ma di certo quei tre punti in meno stableford di sabato mi costeranno altrettante ore di lavoro gratuito, che potrebbero variare dall'officina, al giardino, alla pulizia del bosco a seconda della fantasiosa interpretazione momentanea del ... tiranno !
La sera in albergo con Marco facciamo il punto della situazione, mi porto via un bel pò di cose da fare, qualche buon consiglio sul come farla e la certezza di avere un appoggio con un insegnamento professionale, per ora può bastare. Non è mai facile il ritorno dopo una festa, ci fermeremo a giocare di nuovo lungo la strada che ci riporta a Parma, un paio di telefonate e grazie alle conoscenze dei compagni ci riservano un tee time, sarà che siamo sazi dalla giocata ad Asti, sarà che il gioco procede lento, teniamo bene per una dozzina di buche, anche se continuo a non imbucare col putt, "per forza con quel putter lì !"
Ormai è tardi stà calando il sole e le temperatura si abbassa velocemente, facciamo l'ultima buca con la speranza di finirla presto, dopo un approccio da 30 metri, vado verso il green, con il pitch in mano, sono talmente cotto e intirizzito che dimentico il mio putter, il mio fedele Ping, me ne accorgo, ma l'approccio è finito a sei metri dalla buca, chiedo in prestito il Marilyn ma mi viene proposto di provare un robo che mi dà il mal di testa a guardarlo, bello ma con un Napa Valley non riesco nemmeno ad allinearmi.
Il proprietario mi dice "Non sei mica te che imbuca è lui, il putter" "Ma và ...!"Solita routine, faccio fatica ad addressarmi, chiudo gli occhi, tanto e il putter che imbuca e colpisco, noto che ha un rumore insolito, come una carezza, sento una risata grassa e divertita, il tempo di aprire gli occhi per vedere la palla entrare in centro buca ... non ci credo !
Continua a nevicare, piano ma insistente, stasera il rientro sarà un'impresa ...
la lezione ….
Sembra di essere in classe, un'aula gremita di studenti che studenti non sono più, un insieme variopinto di persone, baristi e avventori, avvocati e notai, titolari d'azienda e dipendenti, dalle età più disparate, dai quindici ai sessanta anni, con evidenti segni, incelabili, da sindrome o morbo del golf, anche se di malattia non si tratta, è la definizione giusta indicare una sorta di ossessione, che col passare del tempo sostituisce le più grandi passioni di una vita, accentrandole sulla palla da golf, sport, vacanze, tempo libero, nei casi più gravi rubando tempo al lavoro.
Al contario di una scolaresca, solitamente distratta e confusionaria, tutti seguono con attenzione, alzando la mano per chiedere la parola, a volte non hanno nemmeno il coraggio di interrompere per farsi spiegare una cosa che non capiscono, cercando di recuperare il filo del discorso ormai perso, ma non è poi così grave.
L'insegnante, mi spiegheranno successivamente che il termine giusto è istruttore, continua, modulando la voce, a sfornare nozioni sulle regole, ma la cosa sorprendente è il come riesca a tenere agganciata la platea al discorso, senza che ci siano, segni di insofferenza o stanchezza, facendo esempi e ancor di più con aneddoti e leggende metropolitane, un linguaggio semplice, elementare ma su un argomento che resterà buio totale per molti e per anni a venire, mi accorgo che di un buon ripasso ne avrei bisogno pure io
In fondo dice bisogna sapersi comportare in campo, mica è indispensabile per giocare sapere tutte queste postille scritte in arabo antico, se non fate gare ... e tutti rimangono sorpresi dall'ovvietà di una affermazione contraria all'idea che si erano fatti, ma come ...
Ho preso freddo, me ne stò appoggiato al termosifone in fondo all'aula, con le dita infilate tra gli elemti, ma stranamente non mi viene sonno, mi fà morire quando scandisce le parole con quell'accento emiliano e mette in difficoltà qualche presente con domande a bruciapelo.
Siamo arrivati alla Fattoria del Golf verso le sedici, il campo pratica è tutto bianco, coperto da un buon strato di neve, già si intravedono le stelle, ci saranno almeno due o tre gradi sottozero, mi faccio accendere i fari, sono solo nel silenzio totale e con un freddo quasi insostenibile, ma poco dopo si aggrega anche l' altro malato, si perchè diciamolo si deve essere un pochino folli, d'altronde dicono che esserlo nel golf aiuta.
Mi guarda stranito e scuote il capo, bastano pochi colpi, per far tornare il buon umore, le palle sono dure come sassi, il tappetino è gelato e il supporto in gomma per la palla al primo colpo si trancia di netto, ma ci sentiamo indistruttibili.
Cinquanta, cento, duecento palle sparate nella zona buia, ben oltre la zona dove i fari riescono ad illuminare, provo e riprovo a correggere quel movimento anticipato del bacino e cerco la posizione eretta sul finish, l'ombra proiettata davanti a me dice che sono ancora storto, mi controllo e non c'è dubbio sono piegato a destra, ricomincio, poi ancora e poi ancora ... cercando solidità e ripetività.
Presto dovrà salire e iniziare la lezione sulle regole, è strano l'effetto nel vederlo tirare in campo pratica luogo per lui quasi inesistente, sarà per colpa mia, lo farà per farmi compagnia, ma stà lì e pratica con attenzione, mi confesserà al ritorno che non ricorda di aver praticato tanto neppure mettendo assieme anche i corsi da neofita ...
Ogni tanto lui si ferma e mi guarda mentre effettuo lo swing, di fronte e poi di lato ... senza dire niente, in silenzio, le mani in tasca, riprende a tirare palle, da lì a poco si rimette sulla linea per vedere se stò troppo col peso avanti.
Anche se fisicamente si è lasciato un pò andare, ho apprezzato durante i giri in fourball o foursome match play, giocati insieme, la capacità di leggere le situazioni, la serenità nel guardare al colpo successivo, anche dopo una boiata terrificante, la forza di un sorriso sia che le stessimo prendendo di santa ragione sia che divorassimo a bocconi gli avversari, insieme siamo invincibili.
Ha sempre parlato poco, in modo particolare quando è serio.. e poi da quando ho preso la mia decisione, mi capita di pensare a lui prima di una gara e incamerare il modo di prendere le cose, deciso ma senza drammi !
"Ma cristo dimmi qualcosa, qualsiasi cosa anche una banalità, vedrai bene qualcosa o avrai un'idea di quello che faccio, tanto lo sò che vorresti dirmi cosa pensi ma ti trattieni" ... sorride allontanandosi ma una cosa me la dice finalmente, era ora son tre ore che stiamo quì a congelare, anzi no, non è che me la dica esplicitamente, il secchiello colmo di palline che mi posa davanti, prima di andarsene, parla da solo e alla grande ...
Vincio
... e già, questo è un mercoledì ormai dimenticato, gli allievi di quel corso hanno poi sostenuto il loro esame sulle regole, con alterni risultati come sempre, chi non è riuscito ha tentato di scucire gratuitamente un pochino di benevolenza, con le scuse più assurde e i motivi più disparati, quasi tutti al limite del ridicolo, chi si è lamentato delle domande troppo difficili, chi alla verifica dopo essersi pianto a più riprese adosso, scopre di aver fatto un test senza nessun errore, chi al contrario era sicuro di aver fatto bene e si ritrova a non aver azzeccato nemmeno la metà delle risposte.
Ho usato il termine azzeccato, perchè spesso ho come l'impressione che sia una lotta a puntare su quel 33% di provabilità che inconfutabilmente si ha comunque data la struttura del questionario.
Infine quelli che subito dopo aver raggiunto la sufficienza, magari un tantino sospirata, si mettono a tavolino e intraprendono veri e propri meeting sulle regole, all'insegna del perchè loro la sapevano giusta, dando sfogo alla fantasia iniziando la carriera di inventori di regole !
... ma non è vero che sia del tutto dimenticato quel mercoledì, anzi io me lo sento molto attuale, anche perchè se è pur vero che qualcuno scrive: "vorrei esserci stato", "ho invidiato quel tappetino gelato" "si sente il profumo di golf" è stato estremamente reale che io e nessun altro fossi lì e che tuttora i miei dorsali e le mie natiche risentano dell'assurdo numero di palline tirate, per non parlare del raffreddore che mi son buscato a fare l'eroe, senza averne, ahime, più il fisico.
Mi porto ancora appresso quel freddo lungo la schiena e quel ritorno secco che partendo dal tappetino percorre il bastone e attraverso le mani ti percuote i gomiti.
Ho visto un ragazzo lottare a più riprese contro una gancite acuta, che gli prende ogni qual volta grippi un ferro tre, contro quel beffardo fuori limte a sinistra e l'ho visto vincere, uscire dal campo pratica con la brina sulla cuffia dopo aver vuotato la macchina distributrice di palle.
Ma il raffreddore passerà, come passerà lo sgomento davanti alla mail di accusa contro il sistema esame ritenuto troppo facile e impostato male, dove non si capisce quando finisce l' inadeguatezza del corso e comincia l'incapacità dell'istruttore, dove l'unica reale ragione di questo accanimento stà nel non aver portato i neofiti nel suo circolo a fare il test, perdendo così la possibilità di promuovere l'iscrizione presso di loro.
Non tutto deve per forza andare bene ma quel mercoledì e domenica per parecchie ore e tante palle, il ferro di Ale ha solo sparato letteralmente palle dritte sul paletto dei duecento metri.
Soffio
E' li che pratica sotto zero e mi ricorda qualcosa. Non conosco professionista che ora siaimpegnato seriamente nel golf che non abbia vissuto la stessa esperienza.
Sta seguendo la strada maestra!
Ho un icona, Vijay Sing, è nella storia per aver consumato, anzi bucato i set di bastoni tanta era la pratica. Dall'alba al tramonto senza sosta, da -10 a +40 non importa, era li a tirare palle una dietra l'altra per ore.
Vedere questo giovane ragazzo praticare mi fa pensare che mentre colpisce la palla abbia in mente le mie ultime parole, quelle dette ad Asti nel nostro unico incontro dal vivo.
Priorità al set up ed al movimento in equilibrio.
Non dimenticare che lo swing è importante ma altrettanto lo è migliorare la tecnica del gioco corto e la tua condizione fisica.
Per diventare un grande professonista avrà bisogno bisogno di tutte queste componenti ma sopratutto di grande passione e sacrificio che a lui non mancano.
Pratica in condizioni di freddo metereologico ma non si deve concentrare sulla pallina solo sulle sue sensazioni corporee... bene, lo sta facendo, posso immaginarlo!
Il suo compagno di pratica lo osserva al freddo e non dice nulla, lui sa che qualcosa la devo dire solo io!
Ancora un cesto di palle... perfetto il primo passo su questa lunga strada è fatto!
Euro zone
E' il titolo del contratto, quello stipulato tra me e il titolare, dove svolgo il mio nuovo lavoro e ottenuto la qualifica di L.A. (limatore abilitato).
Golfista romantico e appassionato, mi ha proposto questa cosa al momento stesso stimolante e pericolosamente faticosa, un vero contratto capestro, non posso permettermi grosse distrazioni in campo.
I CONTRAENTI SI IMPEGNANO CON DECORRENZA 17 NOVEMBRE 2008 AD ASSOLVERE GLI OBBLIGHI DELLE CLAUSOLE SOTTOELENCATE ENTRO I CINQUE GIORNI LAVORATIVI, SUCCESSIVI ALLA DATA DELL'EVENTO PRESO IN CONSIDERAZIONE.
IL CONTRATTO AVRA' DURATA UN ANNO DA TALE DATA E NON E' RINNOVABILE
OGNI SINGOLO EVENTO E' FINE A SE STESSO E LE RISCOSSIONI NON SONO NE COMPENSABILI NE CUMULABILI.
SI CALCOLA IN PUNTI STABLEFORD.
IN CASO DI MEDAL SI EFFETTUA LA CONVERSIONE
IL CONFRONTO LORDO SEGUE UNA SUA PROCEDURA DEDICATA
1) NELLE GARE A CUI I DUE CONTENDENTI PARTECIPANO, SIA IN TEAM CHE CON COMPAGNI DIVERSI, LA DIFFERENZA DI PUNTEGGIO STABLEFORD SARA' TRAMUTATA IN ORE DI LAVORO STRAORDINARIO GRATUITO, UN PUNTO UGUALE UN'ORA, PREVISTA SOLO A FAVORE DEL TITOLARE
2) NELLE GARE A CUI PARTECIPA ALE, INDIPENDENTEMENTE DALLA PRESENZA DELLA CONTROPARTE, OGNI PUNTO ECCEDENTE I TRENTASEI
STABLEFORD, AL NETTO DEL CSA DARA' DIRITTO AD UN GREEN FEE GRATUITO
3) IN NESSUN CASO COME PUNTEGGIO LORDO, FATTE SALVE OCCASIONI DI RITIRO PER INFORTUNIO O CAUSA DI FORZA MAGGIORE, ALE POTRA' PRESENTARE UN LORDO PARI O SUPERIORE, LA PENALE VIENE STABILITA IN UN SABATO LAVORATIVO, NULLA E' DOVUTO IN CASO DI LORDO INFERIORE
4) SPETTA SEMPRE ALLA CONTROPARTE LE MODALITA' DI RISCOSSIONE DELLA PENALE, COME E DOVE FARE LE ORE, COME E DOVE AVERE IL GREEN FEE.
5)NEL PERIODO PROGRAMMATO NON E' POSSIBILE NESSUN TIPO DI RITRATTAZIONE DEI TERMINI
Guardo la mia palla adagiata sulla sponda dell'ostacolo, per uno scherzo alquanto beffardo il drive più lungo che ho tirato ha terminato la sua corsa oltre un piccolo insignificante fosso, un metro di larghezza e non più di dieci centrimetri di profondità d'acqua.
E' una settimana che piove senza pausa, dopo tanto campo pratica avevo voglia di fare diciotto buche.
Le speranze sono esigue, vuoi perchè stamattina la nebbia è fitta quel tanto che basta per non vedere oltre i cento metri, vuoi perchè le previsioni sono demoralizzanti, vuoi che forse il campo fatica a reggere e drenare tanta acqua, ma tant'è che un pochino di fortuna ci regala una giornata al limite, ma non eccessivamente fredda.
I soci spaventati dalle condizioni atmosferiche hanno disertato le prenotazioni lasciandoci via libera su un campo accettabile e a nostra completa disposizione.
Un bel percorso il Matilde, ha sofferto molto quest'anno ma si stà lentamente riprendendo, il terreno argilloso dei fairway non accumula acqua e i green devastati si stanno richiudendo consentendo un gioco più che regolare.
Mi ricordo qualcosa di questo percorso, giocato qualche anno fà in compagnia di un ex giocatore di baseball, un hawaiano dallo swing dirompente, un vero picchiatore che ad ogni colpo pareva voler rompere la palla, chiedo sue notizie e mi viene confermato che è ancora a Reggio Emilia, magari lo incontriamo, ha addolcito di molto il suo gioco, migliorando la precisione e il hcp, restando pur sempre fedele al prosecco e ai giganteschi piatti di affettati.
Tra me e la mia palla, proprio dove dovrei prendere lo stance, quel ruscelletto d'acqua limpida che mette i brividi solo a guardarla.
Ma oggi non sono in vena di sconti, ho giocato bene e il par mi garantirebbe un green fee gratuito, ma droppare vuol dire poi dovermi giocare un UP&DOWN, la penalità mi farebbe giocare il terzo colpo da oltre duecento metri, guardo il mio avversario che fà spallucce e dice " Io non ci penserei nemmeno!", ma forse non abbiamo convergenza di opinioni in questo momento.
Avete mai messo le zampe in un'acqua che non supera i quattro gradi ?
Io no e seppur abbia effettuato il colpo più veloce della mio golf, piazzando palla in faiway, credo ci penserò bene sopra la prossima volta.
Corro ad asciugarmi, il mio compagno con la testa tra le mani se la ride di gusto, vedendomi saltellare quà e là, fregandomi alternativamente i piedi.
Sono soddisfatto come un bambino che ha rubato le caramelle e l'ha fatta franca, anche il gioco l'ho sentito solido.
Al caldo davanti un tè bollente parliamo un pò, dell'intervista di un quotidiano locale promozionale per il golf, che lui ha voluto impreziosire con una nostra foto fatta durante la president cup a Crema e del prossimo weekend, confidandomi che non vuole giocare ai laghi, andrebbe volentieri a farsi un giro su Castelconturbia o Bogogno, sorrido pensando al green fee gratuito e mi viene un piccolo sospetto ...
Ma lui vuole tornare stasera,dice che c'è la partita in televisione e vorrebbe vederla, mi racconta di quando ragazzino si era trasferito a Torino per diventare calciatore e scherza sul fatto che pur avendo una grande volontà i suoi piedi erano come due cassette da fiori, fatico un pò ad immaginarmelo alto e magro, giocare con la giovanile in un'anteprima a San Siro, ma con lui ho imparato a non stupirmi più di tanto, conclude dicendo che nonostante tutto le sue capacità erano limitate e aveva dovuto poi ripiegare su serie inferiori giocando comunque in totale ben vent'otto campionati.
Mi diverte fare un pò di conti, ormai deve avere l'età di babbo natale ... ma Bogogno mi ha fatto pensare ad altro ai giorni trascorsi a casa di Marco, avversario tenace e padrone di casa splendido.
Si avrei voglia di rivederla ...
le ferie di natale
E continua a volare il tempo, travolto dal rincorrersi delle cose, giorni, settimane, bruciate nel tentativo di prendere cognizione di quel stò cercando di fare.
Il lavoro fila via al punto che l'unica cosa che mi dà l'impressione di rallentare il tempo sono le centinaia di piccoli pezzi tutti uguali che puntualmente mi ritrovo davanti, come se il giorno precedente non avessi fatto nulla.
Finalmente indosso la divisa da lavoro completamente verde, come tutti i colleghi, quei magnifici colleghi che mi hanno accolto, aiutato e insegnato sin dall'inizio ad orientarmi in un settore nuovo, ma in particolare a decifrare l'umore del capo.
Mi rendo conto quanto difficile sia distinguere i ruoli, tra l'amico al golf e il datore sul lavoro, devo ammettere che mi piace molto di più boss come lo chiamano tutti, consapevole che il mettere a conoscenza dei ragazzi il motivo per cui sono venuto quì, mi ha spianato la strada con loro, arrivando al punto di destare la loro curiosità sul golf.
Cos'è un putt,.. e il drive ... ma che fà il boss davanti al pc ?
Il tempo non è stato dei migliori e non promette nulla di buono, non condivo la felicità dei miei colleghi che con qualche giorno di ferie, se ne stanno a casa un paio di settimane, io sono quì per lavorare e prepararmi per il golf, cosa me ne faccio delle ferie.
Certo giusto il tempo di tornare a casa dalla mamma e dal papà che sento tutte le sere al telefono e vedere per un saluto qualche amico.
Non voglio le ferie, voglio solo un tempo clemente, sono stanco di far ginnastica in casa alla sera, magari torno prima per fare quello che devo, riempiendo le giornate di golf.
E a volerla dire tutta, anche questa storia del Natale, le cene, gli auguri, i parenti, i convenevoli, ma chi ne sente il bisogno di questo buonismo affettato, dettato in gran parte dal lato commerciale che sposta la prevalenza dei significati contenuti nella festività.
Il fine settimana golfistico in Piemonte, è passato a prendere sberle dai due percorsi di Bogogno, il conte e il bonora.
Non posso aggrapparmi al fatto che gli squarci che si aprono talvolta sono da mozzafiato, col monte Rosa assoluto dominatore del panorama, è stato un buon allenamento, condito con troppo aceto e salato fisicamente, se al sabato il giro sul conte era passato con più alti che bassi, il bonora la domenica mi ha letteralmente preso a calci nel sedere, dandomi la misura dell'aspro cammino.
Un buon giro sul Conte si diceva, un bel match play, che tipo di match mi si prospettasse l'ho capito subito alla due, quando con il birdie non son riuscito a fare il punto, seguito da una serie prolungata di par, entrava quasi tutto, drive, putt e ferri lunghi, unico neo quel push alla quattordici al di là della strada che mi costerà un triplo, giocherò due sotto il mio, chiudendo il match play alla diciassette, ma quando andiamo a contare i punti mi accorgo di dover fare altre tre ore di straordinario ...
L'accoglienza di Marco, che mi ha sistemato nella sala cinema di casa, è stata, come sempre, molto sobria e gradevole, d'altronde il posto, un casale denominato cascina tre palle, incastonato sul fianco della collina si presta ad essere vissuto amichevolmente.
Non ricordo nemmeno più le volte che i ragazzi mi han chiesto di che portata è un fenomeno che si fà chiamare neroman e ho tempo di spiegare che è il capitano e condottiero del sito golfistico a cui sono legato, con quel nickname e l'avatar di diabolik penseranno sempre che un pò bollito deve esserlo per forza, diciamola tutta anche "la cariatide" non è da meno.
Li rivedo, la sera alla cena di gala, uno di fianco all'altro, il neroman e il vincio, mentre presentavano le novità legate al sito e lo staff che condurrà gli eventi, la sala gremita di amici plaudiva in continuazione, li han presentati quasi tutti i presenti, mancava solo il cuoco e la cameriera, divertendosi e dando la sensazione di complicità come due fratelli, se pur figli unici.
E' strano essere oggetto di attenzione, tutte quelle domande da parte di Dada, l'autrice di " Golfavolando " mi hanno un pochino disorientato, informazioni sul come si diventa pro, cosa stò facendo e cosa devo fare, che si tramutano in possibili storie del suo circolo di fantasia il " Belvedere ".
Ho letto il suo libro e sinceramente nella parte dove si parla della sfida tra circoli vicini, ho rivisto molto delle sfide con gli altri forum, stessa formula, stessa religiosità delle regole, stesso goliardia che trasuda agonismo, senza finire nello scontro, amici che lottano per onore, con cavalleria.
Penso al cestino per il rusco, che non era fissato a terra, quindi facilmente spostabile, con la palla finita lì dentro, si doveva droppare direttamente sotto dopo aver spostato il cestino, non piazzare, chiederò conferma.
Ma quante cose si ripetono nel golf pur conservando la loro originalità ? Sorprendente ! Il problema rimane che cosa faccio durante queste ferie ?
match play
Ho già giocato diversi giri in questo magnifico circolo, la sfida con gli amici romani, arrivati quì dopo la vittoria al Marco Simone, agguerriti e capitanati da " Patroclo ", rispediti a casa con le pive nel sacco.
Di quei giorni ho ricordi che al solo pensare mi fan ridere a crepapelle, come quando ci infilammo in due nella maglia del capitano e ci stavamo pure comodi, lo sbotto dopo l'ennesimo colpo rispedito sul percorso da un albero " Hai più culo che anima !", il "data-data" alla quindici, che fece sobbalzare il capitano, in pratica dopo essere arrivati in green, il pubblico si sistemò per bene tutto attorno, sulle collinette a protezione, ma i giocatori lasciarono immediatamente il green e tutti con un palmo di naso, la domanda dello zio Karl sul tee della diciassette chiaramente tesa a sapere il risultato del match " Come state ? " che ricevette in risposta un "Bene, decisamente bene".
Come dimenticare la buca dell'amore, così ribattezzata dopo che il dottore, una volta messa palla in green alla sei col secondo, dichiarò all'accompagnatrice del suo avversario " Se metto il birdie, facciamo l'amore lì, subito, sul green ! ", ma mentre si incamminava convinto col putt in mano, una vocina gli sussurrò " Ok ma se fai tre putt lo fai con me, lì subito ", a quel punto dimostrò tutta la sua saggezza giocando un accosto che gli garantisse il par in due colpi ...
Anche questa estate ho passato qualche giorno quì e i match play sono stati pane quotidiano, diciotto o trentasei buche al giorno, a due o a quattro, è una formula di gioco che mi entusiasma che tempra il carattere e consente l'uso del tatticismo più esaltato, dove vince quasi sempre quello più forte mentalmente e io ho il piacere di giocarlo con persone che incarnano la caratteristica di base, stare attaccati alla partita e all'avversario almeno fino sotto la doccia.
Ho assistito ad un match durante una sfida che mi lascia ancora oggi il sapore della lotta.
Si giocava singolo ma per problemi di partenze giocavamo in quattro.
A me il sorteggiò diede come avversario il più basso di hcp, al mio compagno per una strana alchimia l'urna riservò il più in forma degli avversari, sparato verso il one digit, in caduta libera.
La mia partita si mise bene fin da subito e non prometteva particolari problemi anche se c'era sempre da stare vigili.
Il mio compagno di squadra invece sul tee della sette, pur essendo tre lordo stava quattro down, ma fece un mezzo miracolo e si riportò a uno alla nove, era allegro e guascone ma stava dando fondo alle forze.
Alla quindici, causa un approccio da quaranta metri "dato" di Matteo, si ritrovò a dover imbucare un putt da bordo green, destra-sinistra in salita da circa cinque metri, per non andare dormie, è stato l'unico momento dove l'ho visto serio e concentrato, da lì in poi un'apoteosi di colpi colpi bassi di cui si parlò molto nei giorni successivi.
Alla sedici chiese il data da due metri e mezzo in discesa, sornione e irriverente, accettò di buon umore il rifiuto e calò il birdie, alla diciassette, con l'avversario in difficoltà giocò un approccio da ottanta metri con tanto di back spin, facendo finta di non capire come mai quella palla disobbediente era tornata così verso la buca.
Si permise persino di porgere la mano al proprio avversario, offrendo partita pareggiata e scommessina con birra in palio sulla diciotto, dopo avermi dichiarato il futuro rifiuto, infattì alla risposta "Dopo una partita così ci vuole un vincitore ... " mi strinse l'occhiolino come dire ora me lo mangio.
Sul tee della diciotto non giocò il drive, come fatto con buon esito sia in fourball che in foursome, mise un ferro sei prima del canale, Matteo ancora un tantino infastidito dalle due buche perse in fila, imbracciò il drive senza rendersi conto che il giro finale si giocava dai back tee, fu il primo dei due errori che gli devastarono la giornata, la palla volò verso gli alberi e il canale.
Ricordo perfettamente la faccia del capitano, come una pentola in ebollizione, ma incapace di intervenire, quando la richiesta di evidenza venne concessa con un sorriso, capiremo solo dopo il contorto ragionamento del nostro uomo, che dopo aver messo palla in fairway per un comodo approcio al green, aspettava il terzo di Matteo che aveva droppato il linea ingresso bandiera su un dosso con le piante sulla traiettoria, non ci fù nemmeno bisogno di chiudere la buca, dopo il settimo colpo Matteo concesse la buca, rimpiangendo a più riprese le ultime quattro buche e quel sacrosanto rifiuto.
Adoro questa formula e mi viene da salutare con la mano aperta in ricordo di un piccolo capolavoro ...
esame di riparazione
Non credo si facciano più nemmeno a scuola.
Sono passati sedici mesi da quando decisi di scendere giù a Nepi, alla scuola federale, per fare i giri, esattamente da quando sdraiato sulla lettiga dell'ambulanza vedevo sfumare nel modo meno aspettato il primo tentativo che ho fatto.
Quell'anno passavano pro i primi venti della classifica finale, dopo un primo giro in sordina avevo fatto seguire un buon secondo, ero ampiamente dentro.
La mattina del terzo giro, si era presentata sotto cattivi presagi, i crampi e i forti dolori addominali non promettevano niente di buono.
L'amico romano, conosciuto tramite il forum e che ad oggi si occupa di doping nel golf, aveva provato qualche stregoneria, tenendomi a letto, organizzato nel suo studio, fino all'ultimo momento, ma sul tee della uno la situazione non migliorò.
Solo l'ostinazione mi permise di partire, il gioco sembrava reggere, ma per ben due volte a denti stretti, piegato in due respinsi i crampi.
Dopo aver recuperato con un ottimo approccio il par alla dieci, mi misi sull'area di partenza della undici, ma non riuscii a far partire nessun teeshot, i dolori troppo forti, per il mio allora ancor più esile fisico, mi fecero cadere a terra.
Impossibile continuare, mi misero su un car chiamato d'urgenza e mi riportarono in club house, fu il tragitto più lungo e disastroso del RIT. (ritirato) sulla colonna dei risultati.
Ancora oggi non ho una spiegazione sicura, ma non credo si fosse trattato da un cedimento per la troppa pressione, d'altronde nemmeno nella dieta potrei trovare un capro espiatorio.
Di certo la flebo e l'intervento medico, se da una parte avevano sopperito ai dolori, per contro avevano sancito la mia resa nei confronti della qualifica.
Se fisicamente la cosa rientrò nel giro di una settimana, mentalmente la botta non era facilmente riassorbibile tale era la convinzione di esito positivo col quale ero partito.
Non giocai per tutto l'inverno e alla ripresa molte delle mie certezze erano sfumate, l'anno successivo non ci provai nemmeno, adducendo come motivo lo scarso allenamento dovuto anche al lavoro che mi impegnava con più continuità, ma in cuor mio ripetevo che il secondo tentativo sarebbe stata l'ultima spiaggia, anche se questo non corrisponde a nessuna realtà.
Porto dentro la testardaggine di una terra di confine, di una popolazione, quella friulana, schiva e provata, ma dura.
A proposito oggi torno a casa dopo i quaranta giorni più intensi che la vita mi abbia riservato finora.
Mi porto una rosa per la mamma, alla cena aziendale venivano distribuite alle signore presenti, il boss ne ha tenuta una apposta per lei, dicendomi di recapitarla per conto suo.
Lo farò chiamare, sò che dietro quell'omone c'è un cuore tenero e che a queste cose ci tiene tanto.
Mi riprometto di tornare presto e continuare ad allenarmi, poi sono in previsione un paio di trasferte che non voglio perdere, come è certo che tornerò ad Invorio ho lasciato alcune cose la settimana scorsa, lo sò mi stò raccontando una bugia e sorrido mentre esco dalla nebbia che mi ha accompagnato finora.
Viaggiare solo può essere noioso, ma troppe cose mi frullano nella testa e la strada mi scorre senza accorgemene, mi rendo conto di aver passato Mestre senza code e punto a nord-ovest.
Guardo la rosa sul sedile del passeggero e mi accorgo, seppur pensassi di conoscerlo, di aver scoperto cose del mio compagno di doppio che non ritenevo possibili.
Dalla sua passione per lo scolpire il legno, a quei quadri realizzati con materiali di recupero, truccioli, scaiola, vernice da barca, pezzi di ferro, a quelle stranezze saldando insieme pezzi di lampadari, addirittura nel suo lavoro ha una manualità quasi artistica.
Provo a ricostruire quello scritto che mi ha fatto leggere, ma ricordo di più la mia incredulità davanti a quel foglio, che le frasi dedicate ad un'amica.
… e mi sorprende il pensarla. ... quando tutti se sono andati, resto solo con il lento trascorrere del tempo e il ritmico lavoro delle macchine che cullano il pensiero ...mi lascio trasportare rimanendo in statica sospensione ad assaporare le sensazioni che arrivano, alcune frenetiche, altre limpide e marcate. ... quel volto nitido, palpabile, con quei tratti latini che si illuminano nella dolcezza di un sorriso di donna d'epoca antica. ... l'incantesimo di un piccolissimo bacio, rubato, raccogliendo le forze d'intrepido osare, celate e sconosciute, ma d'incosciente ferrea volontà. ... profumo di complice e disarmante semplicità, freschezza e brio di una brezza primaverile, spumeggiante, entusiasmante, coinvolgente. ... quel corpo che si muove sinuoso come al ritmo di una danza, sprigionando un' irrefrenabile voglia di vita, gioioso contrasto di pudore e libertà. ... misero desiderio per cavalieri erranti, principi azzurri o amanti romantici, sprezzante tentazione di effimeri mascalzoni dal facile parlare e dal volubile incedere. ... riscuoterà dalla vita quel credito d' amore e dolcissima passione che profonde senza limiti e nessun risparmio. ... mi accorgo di scrivere di qualcuno che sento amica, ma la voglia è un desiderio incontrollato di maggiore conoscenza. ... poterne navigare la scia della vita, seguirne le traccie, invisibile da lontano, rubarne qualche piccolo insignificante segreto, per averne un personale , piacevole, semplice ma imperdibile futuro ricordo.
... strano sentimento, amore e nostalgia, dolore e dolcezza, ci entro
senza accorgemene e non vorrei uscirne più! un bacio Un mattino ti svegli …
È una chiara sera d’autunno, non c’è la luna ma un cielo di stelle splendenti si perde tutto attorno, fin dove riesco a vedere, ho l’impressione che sciamino, convergendo il loro cammino verso il punto più lontano, là a sud/ovest dove inizia il mare.
L’aria si è fatta fredda, la bora la fa da padrona, con le sue sferzate gelide e pungenti, aria da neve,forse arriverà presto a coprire tutto quanto, una coltre candida che purifichi e metta quiete su tutto.
Cerco di capire la posizione delle stelle come facevo mesi addietro, quando su in collina potevo quasi toccarle, tanto erano lucenti e apparentemente vicine, quando la brezza primaverile scendeva giù dalla montagna raccogliendone i profumi, invadeva la vallata dell’Enza, per poi perdersi nella pianura della bassa Reggiana e oltre fino ai colli Euganei.
Chiudo gli occhi e respiro più volte profondamente, non c’è nulla di uguale, se non la luminosità delle stelle, che mi riporti a quella strana sera, la condizione di solitudine era ed è del tutto normale, ma il vuoto assoluto che mi prese e mi si infilò fino al profondo dell’animo, fu del tutto inaspettato e incomprensibile, bloccando ogni cosa come in una sorta di sospensione temporale.
Faticai a prendere sonno e non trovai il bandolo della matassa di quella condizione paralizzante e nebulosa, i pensieri che si rincorrevano caotici e disordinati, mi sentivo incapace di organizzare le idee, materialmente svuotato.
E poi la mattina mi svegliai e con la luce abbagliante del sole, mi si aprì un mondo diverso, fu chiaro fin da subito l’inutilità di quello che avevo fatto sino a quel momento, quello che era diventato un motivo di vita, d’incanto era svanito.
Mesi di programmazione capillare, supportata da esperti e professionisti, dedizione totale al raggiungimento dell’obbiettivo, una vita modificata in modo tanto radicale quanto necessario, una preparazione fisica ossessionante, ore e ore di campo pratica a sparar palline, in quantità come le stelle verso l’azzurro di una primavera perfetta, la convinzione di farcela e che niente e nessuno avrebbe potuto interporsi tra me e il mio sogno e poi, mi sveglio un mattino e mi rendo semplicemente conto che è tutto finito.
Senza possibilità di replica, nessuna reazione, nessun tentativo di ragionamento logico, nessuna voglia di ripensarci, sarebbe vano sin dall’inizio, solo la voglia che tutto finisca subito, voglia di scappare da tutto di tornare a casa, ad una vita normale, la mia vita.
Non penso a niente e a nessuno, assumo solo il comportamento più egoista che mi riesca di avere,
tanto egoista da dimenticare quello che alcuni hanno fatto per me o messo a disposizione, me ne vado e basta, senza spiegazioni senza un saluto e senza una parola, come se insieme al sogno fossero stati cancellati anche loro, ho girato l’interruttore e ho spento un mondo.
Ed invece di essere la fine di qualcosa diventa un altro inizio.
Il tutto intorno comincia crollare come un castello di carte, amici che se ne vanno, in modo terribile, lasciandoti vuoti pazzeschi e cominci ad andare giù, giù senza sapere se ci sarà un fondo, giù senza paracadute, perdi qualsiasi certezza, ma non hai forze, te ne stai li ad aspettare che il tuo intorno cessi di sprofondare, trascinandoti sempre più in basso.
Ci sono voluti mesi per avere delle conferme, ci sono voluti mesi per riorganizzare i pensieri e rendermi conto di quel che è successo, ritrovando stasera, qui al freddo tra le stelle, con un po’ di serenità la capacità di accettare il non senso delle cose.
Quel mondo fatto di golf non è più il mio, quel mondo che una mattina ho perso o meglio allontanato, quel mondo che adesso mi da la chiara sensazione di potermi riprendere la mia vita, ma della quale lui non farà parte, il sogno e il golf al momento non hanno bisogno di me e nemmeno io sento la ben che minima necessità di loro.
Resta l’amarezza di un comportamento, di una reazione strampalata se pur involontaria, che oltre a me ha indelebilmente ferito degli amici, ho scavato un solco tra la loro semplice generosità e il mio ancor oggi non ben definibile atteggiamento … cristo ma non sono un mostro.
So che loro ci sono, magari in collina, in quel castello circondato di rose e peonie, dietro una nuvola di fumo c’è l’apertura di un sorriso, un sorso di bollicine, la luce fioca delle candele, il caldo della stufa a legna … che aspettano torni a splendere una primavera anche per me.
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