Ciao a tutti.
Come promesso nel post ‘Obiettivi’, qui parlerò della buona definizione di un obiettivo che si desidera realizzare.
Ci sono in circolazione libri sul pensiero positivo che affermano che basta pensare continuamente ad una cosa che si desidera e questa si materializzerà nella nostra vita come per magia.
In realtà, però, quando si parla di obiettivi concreti è necessario fare anche qualcos’altro ed essere un po’ più sistematici, altrimenti si rischia di ottenere o nulla o qualcosa di diverso da ciò che si vuole veramente.
Spesso infatti, pur avendo in mente un obiettivo, la sua realizzazione è rallentata o bloccata da ostacoli di vario tipo.
Fortunatamente, ci sono persone reali che non solo pensano i propri obiettivi, ma anche li pianificano e li raggiungono con successo affidandosi alle proprie risorse, conoscenze, capacità, tempo, energia fisica e mentale, etc …
Questo post è dedicato a loro, perché è importante sapere:
- Come pensano le persone che realizzano i propri obiettivi.
- Che cosa fanno per trasformare un’idea in una realtà concreta.
- Che convinzioni hanno queste persone relativamente ai propri obiettivi, alla loro realizzabilità e alla propria capacità di realizzarli (
questo punto lo svilupperò in un post successivo)
Osservando queste persone si è scoperto che esse fanno delle considerazioni ben precise relativamente agli obiettivi che vogliono raggiungere ed alle strategie per raggiungerli; e da queste esperienze concrete, si sono estratti dei
criteri di buona formazione degli obiettivi che ne determinano il successo.
Nell’ambito del coaching, un obiettivo è ben formato quando è:
1) espresso in positivo (
…e qui il pensiero positivo c'è, ma anche …)
2) definito e valutato in relazione ad una verifica basata sui sensi
3) iniziato e mantenuto autonomamente
4) pensato in modo da mantenere gli effetti positivi dello stato presente
5) appropriatamente contestualizzato ed ecologico
Ci tengo a spiegare questi punti un po’ più in dettaglio:
1)
espresso in positivo, ovvero in termini di ciò che voglio e NON in termini di ciò che non voglio. Quindi rispondendo alla domanda:
Che cosa vuoi?
2)
verificabile e dimostrabile attraverso l’esperienza sensoriale:
In che modo saprai di averlo raggiunto, ovvero specificamente cosa vedrai/ascolterai/proverai che ti farà sapere che lo hai raggiunto, o che almeno stai progredendo in quella direzione? Insomma quali sono i criteri di valutazione di una performance/obiettivo che desideri? In che modo saranno verificati?
Rispondere a queste domande ti permette di essere il più specifico possibile su ciò che vuoi realizzare.
3)
realizzabile autonomamente: l’obiettivo deve dipendere da te, essere iniziato e mantenuto da te e quindi sotto la tua responsabilità.
Quindi, cosa farai specificamente (azioni, comportamenti, etc..), TU, per raggiungere l’obiettivo?
Perché se ti affidi a qualcuno e/o qualcosa che non dipende da te, inserisci nel tuo progetto delle fasi su non hai alcun controllo e questo può portare a ritardi, errori, frustrazioni, rinunce …
Queste azioni devi poterle fare tu, o per lo meno, devi poterle controllare direttamente. Questo ti da un grande potere anche sulla pianificazione delle scadenze delle singole attività, perché tu decidi quando eseguirle, e quindi sulla scadenza in cui vuoi il tuo obiettivo.
4)
gli effetti positivi della situazione attuale vengono mantenuti: quindi
quali sono i vantaggi della tua situazione attuale e in che modo potrai mantenere questi effetti una volta raggiunto il tuo obiettivo? Questo perché se pensi che per realizzare l’obiettivo devi sacrificare delle cose irrinunciabili che adesso hai, probabilmente questo rischia di bloccarti e di sabotare il tuo impegno in quella direzione. Insomma l’obiettivo deve essere definito in modo da, almeno, mantenere i vantaggi della situazione in cui sei ora. Quindi se c’è qualcosa che ti blocca/rallenta da questo punto di vista, è necessario rivedere l’obiettivo, o il piano per raggiungerlo, in modo da mantenere i vantaggi di partenza.
5)
l’obiettivo è contestualizzato in modo appropriato ed è ecologico: quali sono le conseguenze del raggiungimento di questo obiettivo da parte tua? Chi altri potrebbe venirne influenzato e in che modo? A quali condizioni sei disposto a realizzarlo ed a quali condizioni non sei disposto a realizzarlo?
Insomma devi essere sicuro che l’obiettivo porterà conseguenze positive per te e per le persone che potrebbero esserne coinvolte, soprattutto quelle a cui tieni. O che, almeno, non porterà conseguenze negative.
Anche qui, se c’è qualcosa che ti blocca/rallenta da questo punto di vista, è necessario rivedere l’obiettivo, o il piano, in questa ottica.
Concludendo
Forse questi concetti ti possono sembrare nuovi, ma prova a pensare ad un obiettivo che hai già raggiunto con soddisfazione: è probabile che tu , magari senza rendertene conto, lo abbia “filtrato” secondo questi criteri.
Più fedele sei a questi criteri, più sarà facile per te realizzare il tuo obiettivo perché hai un’idea ben precisa di quello che vuoi, di come ci arriverai e a quali condizioni; e, importante, impari ad evitare in anticipo gli ostacoli (o autosabotaggi , interferenze, etc...) più comuni che bloccano la maggior parte delle persone e/o ti prepari ad affrontare in modo efficace e con il giusto atteggiamento mentale eventuali impedimenti lungo il cammino.
A presto

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