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Vecchio 26-09-2008, 19:59
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Predefinito E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

Ciao a tutti.

In generale, se un giocatore non è soddisfatto del suo gioco e questa insoddisfazione la associa ai ferri, è chiaro che poi gli viene voglia di cambiarli, perchè gli da fastidio anche solo guardarli e tenerli in mano (anche se sono ferri di ottima qualità).

E vi spiego perchè: è umano che questo succeda. Si tratta di un riflesso condizionato, un meccanismo stimolo-risposta, scoperto un secolo fa dallo scienziato Pavlov facendo esperimenti con i cani.

Nell'esperimento, Pavlov faceva vedere al cane la ciotola con il cibo, il cane salivava alla vista del cibo e mentre il cane salivava, Pavlov suonava un campanello.
Successivamente, al suono del campanello (stimolo) il cane salivava (risposta) anche in assenza del cibo.
Si era creata un'associazione tra (stimolo) campanello e salivazione (risposta) del cane.

Come esseri umani ovviamente siamo molto ma molto più che cani di Pavlov, ma questo meccanismo funziona molto bene, fin troppo, anche per noi.

Non vi capita mai di salivare o di sentre un languorino, semplicemente immaginando il vostro piatto preferito?

Ecco allora un esempio di meccanismo stimolo-risposta che, sia pure indesiderato, può capitare nel golf:

Sto giocando, il mio gioco non va come vorrei e questo mi fa innervosire , e mentre sono in questo stato emotivo prendo la sacca/bastone in mano.
In questo modo creo un'associazione tra nervosismo che sto provando e la mia sacca/bastone, al punto che quando successivamente riprendo in mano la sacca/bastone (stimolo) mi sento nervoso (risposta), magari senza sapere esattamente perchè.
E mi porto in campo uno stato d'animo poco funzionale al gioco che voglio attuare.
In questo stato d'animo probabilmente perdo concentrazione e sbaglio il colpo, m'innervosisco ancora di più e riprendo di nuovo la sacca in mano, rinforzando l'associazione ogni volta che lo faccio.

E quante volte prendo la sacca (o ferri) in mano quando gioco? E chiaro che alla fine io ODIO quella sacca o quel bastone specifico. Ma in realtà la colpa non è del bastone o della sacca di per sè, ma dello stato d'animo che io c'ho associato.


Prova questo esercizio:

passa in rassegna ad uno ad uno tutti i bastoni della tua sacca, facci un paio di swing a vuoto e per ognuno di essi chiediti: quanto da 0 (minimo) a 10 (massimo) mi sento a mio agio/sicuro con questo bastone?

I bastoni che sono sotto il 6/7 (di agio, sicurezza, etc...) probabilmente sono stati testimoni di situazioni di gioco che in qualche modo ti hanno innervosito un po' troppo: l' unica colpa del bastone è stata quella di assistere suo malgrado ed di essere a portata dei tuoi sensi (principalmente vista, tatto, udito).




Ecco perchè stancarsi dei ferri è solo un sintomo.
Togli solo il sintomo e questo si ripresenta dopo un po', magari sotto un'altra forma.

Ecco perchè, se continuo ad essere insoddisfatto del mio gioco, questa strategia mi costerà un sacco di soldi in attrezzatura, senza i risultati che desidero. E magari comincio erroneamente a convincermi che non ci siano bastoni validi. Poi sarà la volta della sacca, del maestro, del circolo, dei compagni di gioco, etc.... Ed allora cosa faccio?

In realtà ci sono bastoni di eccellente qualità, fattura, design, e sicuramente sono importanti per il gioco, ma quanti soldi deve spendere un giocatore prima di accorgersi che il 90% del gioco che desidera è nel suo fisico e nella sua testa.

Credo sia questo che intende Ronnie quando parla di responsabilità.

Respons-abilità=abilità di rispondere, ovviamente nel modo che desideriamo e con lo stato d'animo giusto , agli inevitabili stimoli che ci arrivano dal mondo esterno a cui spesso, senza volerlo, associamo emozioni negative.

Abilità che dobbiamo cercare e rinforzare dentro di noi.

Noi non siamo i nostri stati d'animo: noi siamo la nostra capacità, motivazione e volontà di gestirli al meglio.

Concludendo, non è il set di bastoni che va male, e nemmeno noi, ma semplicemente lo stato d'animo poco funzionale che abbiamo associato al set di bastoni.

Stato d'animo che è possibile cambiare in modo da creare la giusta sintonia con i nostri bastoni (sacca, circolo, compagni di gioco, percorso, maestro, etc...).



A presto
evergreen
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Vecchio 26-09-2008, 20:05
malaybe
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

Boh... io so che quando gioco male è sempre colpa dei ferri o dei legni
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Vecchio 27-09-2008, 08:42
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

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Originalmente inviato da malaybe
Boh... io so che quando gioco male è sempre colpa dei ferri o dei legni
Ciao Malaybe,
sono gli stessi bastoni e ferri di quando giochi bene?
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Francesco Pattarello - Sport & Personal Performance Coach
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Vecchio 27-09-2008, 12:00
malaybe
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

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Originalmente inviato da malaybe
Boh... io so che quando gioco male è sempre colpa dei ferri o dei legni
Ciao Malaybe,
sono gli stessi bastoni e ferri di quando giochi bene?
No, in quel caso è solo merito mio
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  #5 (permalink)  
Vecchio 27-09-2008, 13:25
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

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Originalmente inviato da malaybe
Boh... io so che quando gioco male è sempre colpa dei ferri o dei legni
Ciao Malaybe,
sono gli stessi bastoni e ferri di quando giochi bene?
No, in quel caso è solo merito mio

Mitico Malybe!

E' proprio questo il punto: estendere questa tua sicurezza anche alle situazioni in cui i ferri potrebbero voler fare i capricci.


evergreen
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Francesco Pattarello - Sport & Personal Performance Coach
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  #6 (permalink)  
Vecchio 27-09-2008, 22:18
FourX
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

a me capita più spesso di pensare il contrario! quando faccio un drive lungo e potente penso che è per merito dell'attrezzatura e quando sbaglio è perchè sono una pippa
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  #7 (permalink)  
Vecchio 28-09-2008, 09:05
acolombo
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

Questo perché sei stato sottoposto a lavaggio del cervello aziendale....
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  #8 (permalink)  
Vecchio 28-09-2008, 09:18
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

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Originalmente inviato da FourX
a me capita più spesso di pensare il contrario! quando faccio un drive lungo e potente penso che è per merito dell'attrezzatura e quando sbaglio è perchè sono una pippa
Bene.
Ora, non conosco la tua attuale situazione e quindi non so dire quale potrebbe essere il tuo margine di miglioramento.

Ma posso dirti che sei già un passo avanti, perchè quando dici : penso che quando sbaglio è perchè sono una pippa ti stai assumendo la responsabilità dei tuoi risultati.

Insomma a parità di attrezzatura, stai diventando consapevole di quale potrebbe essere la tua area di miglioramento e che il miglioramento in quest'area dipende da te.

A presto
evergreen
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Francesco Pattarello - Sport & Personal Performance Coach
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  #9 (permalink)  
Vecchio 28-09-2008, 20:24
Ronnie
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?



Sono un grosso sostenitore del fatto che se esiste un'inferno del golfista medio è un posto dove i bastoni da golf dopo un brutto tiro lanciano i giocatori...... in quell'inferno ci sono giocatori che toccano terra raramente!!

Comunque quello del ferro che non mi piace è un problema che capita spesso di sentire.
C'è il classico giocatore che gioca tutti i ferri tranne il 5 0 il 4 o quello che vuoi tu proprio per i motivi già perfettamente elencati da Evergreen.
Ma c'è anche il problema del tipo di colpo "che non so fare" che da gli stessi tipi di problemi, come ci si deve comportare in questo caso?
Ieri nel fare lezione a uno dei partecitanti molto negativo ho suggerito di ricercare il lato positivo di ogni colpo sbagliato, credi che sia giusto?
Cioè tipo rattore di 70 mt, ma che non fa danno. Quindi il pensiero deve essere comunque positivo.

ciao Ronnie.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 29-09-2008, 12:01
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Predefinito Re: E' sempre corretto dare la colpa ai ferri?

Citazione:
Originalmente inviato da Ronnie


Ma c'è anche il problema del tipo di colpo "che non so fare" che da gli stessi tipi di problemi, come ci si deve comportare in questo caso?
Ieri nel fare lezione a uno dei partecitanti molto negativo ho suggerito di ricercare il lato positivo di ogni colpo sbagliato, credi che sia giusto?
Cioè tipo rattore di 70 mt, ma che non fa danno. Quindi il pensiero deve essere comunque positivo.

ciao Ronnie.

Ciao Ronnie,

Lo stato d'animo dell’allievo deve essere positivo ed aperto all'apprendimento.

Un' allievo che dice "non lo so fare" è negativo?
Abbastanza, esprime una convinzione su se stesso e sulla sua attuale situazione (ha a che fare con la sua ZdC), ma non del tutto perché è anche consapevole, in qualche modo, che c'è qualcosa che può imparare, e può scegliere di farlo.
E poi in questa situazione non da la colpa ai ferri.

Risultato attuale: non lo sa fare, ANCORA, ma PUO’ IMPARARE, se vuole.
Le convinzioni disfunzionali come questa, comunque, si possono cambiare in convinzioni più funzionali.
E' un processo mentale che tutti abbiamo: tutti abbiamo cambiato idea almeno una volta nella vita.
E possiamo farlo ancora.

Facciamo un passetto in avanti:

Potresti chiedergli di fare una prova di questo tipo:

1) di non esprimere giudizi sul tiro che ha fatto,

2) chiedersi che cosa può imparare da quel tiro sbagliato sopratutto a livello di sensazioni fisiche, perché è da questa consapevolezza che il sistema mente-corpo comincia ad aggiustare il movimento quando ha presente qual'é il suo obiettivo e vuole raggiungerlo.

E qui intervieni tu con la tua esperienza.
Ma ricorda, anche tu stai imparando qualcosa su di lui, perché non c’è un allievo uguale ad un altro, ecco perché a volte posso sembrare un po’ vago, in realtà ogni allievo vive l’apprendimento in maniera differente dagli altri e noi possiamo solo stimolarlo a seguire il modo più giusto per lui.

Quindi, aiutandolo a concentrare l'attenzione sui vari aspetti fisici che tu sai, dalla tua esperienza, potrebbero essere critici, chiedendogli in modo neutro (ad esempio):
come senti l'impugnatura?
come senti il peso sulla gamba destra?
etc…

fino a quando LUI non si accorge dell’aspetto fisico che è critico PER LUI, non secondo te, in modo che il processo di aggiustamento sia focalizzato su ciò che lui sente essere un’ostacolo ad uno swing fluido.
Esperienza soggettiva: solo lui può saperlo.

Le domande vanno fatte in modo neutro, col tono giusto, altrimenti l’allievo potrebbe pensare “ecco, mi ha chiesto come sento l’impugnatura, probabilmente la sto sbagliando, sono una frana, sono negato, etc…..”. Insomma le domande vanno fatte in modo da facilitare per l’allievo l’accesso alla sua capacità di apprendere, senza paura di sbagliare (se percepisce che non lo giudicherai) ma con la consapevolezza che sbagliare è necessario all’apprendimento.

Infatti quando commetti un errore, se hai fiducia in questa tua capacità di apprendere, la mente confronta il risultato con l’obiettivo e ti aiuta a trovare le risorse per fare l’aggiustamento , ovvero per ridurre la distanza risultato <-> obiettivo.

Insomma lallievo dovrebbe essere motivato a pensare: "commetto un errore --> sto imparando! "
In questo modo l'apprendimento avviene più velocemente di quando invece l'allievo ha paura di commettere un errore perchè teme di essere oggetto di giudizi.

Come fa il suo sistema mente-corpo a sapere qual'é il suo obiettivo?

1) gli chiedi di mettersi nello stato di apprendimento più adatto a lui
2) gli fai guardare un modello di swing fatto correttamente
3) lasci che lo osservi e impari visivamente (insomma senza commenti verbali né interni né esterni),

Ma è importante essere in uno stato d'animo aperto all'apprendimento. Insomma uno stato emotivo in cui non esprime giudizi (né verbalmente né mentalmente) del tipo "non lo so fare, non riuscirò mai a fare così, sono troppo qua, sono troppo là, etc... " etc.

Devi (e l’allievo deve) permettere che il suo sistema mente-corpo impari.

E' così che quando inizia a tirare è più facile che la sua consapevolezza fisica si aggiusti gradualmente su quell'obiettivo.

Perché quando sei in uno stato aperto ad imparare e vedi fare un certo movimento (esempio: lo swing) che pensi ti serva per il tuo obiettivo, il modo per impararlo lo trovi. Dentro di te.
Se poi sei anche guidato da un bravo trainer questo processo avviene in modo più fluido e veloce (a volte in meno tempo di quello che ci metti a leggere questo post).

Cosa guida il lavoro di un bravo trainer/coach? Rispetto, fiducia e ammirazione per le doti di apprendimento che ogni sportivo ha.

Ne possiamo parlare quando vieni a Padova ( a proposito, quando?).

Potrebbe essere una buona idea organizzare un corso congiunto (mente e tecnica) limitato ad un numero massimo di soci NextGolf in uno dei vostri Club.

Perché alla fine queste cose se non le provi e non senti come possono migliorare il tuo gioco, rischiano di rimanere lettera morta.

A presto
Francesco




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