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Citazione:
sono gli stessi bastoni e ferri di quando giochi bene?
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Francesco Pattarello - Sport & Personal Performance Coach
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Citazione:
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Citazione:
Mitico Malybe! E' proprio questo il punto: estendere questa tua sicurezza anche alle situazioni in cui i ferri potrebbero voler fare i capricci. ![]() evergreen
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Francesco Pattarello - Sport & Personal Performance Coach
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Citazione:
Ora, non conosco la tua attuale situazione e quindi non so dire quale potrebbe essere il tuo margine di miglioramento. Ma posso dirti che sei già un passo avanti, perchè quando dici : penso che quando sbaglio è perchè sono una pippa ti stai assumendo la responsabilità dei tuoi risultati. Insomma a parità di attrezzatura, stai diventando consapevole di quale potrebbe essere la tua area di miglioramento e che il miglioramento in quest'area dipende da te. A presto ![]() evergreen
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Francesco Pattarello - Sport & Personal Performance Coach
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![]() Sono un grosso sostenitore del fatto che se esiste un'inferno del golfista medio è un posto dove i bastoni da golf dopo un brutto tiro lanciano i giocatori...... in quell'inferno ci sono giocatori che toccano terra raramente!! ![]() Comunque quello del ferro che non mi piace è un problema che capita spesso di sentire. C'è il classico giocatore che gioca tutti i ferri tranne il 5 0 il 4 o quello che vuoi tu proprio per i motivi già perfettamente elencati da Evergreen. Ma c'è anche il problema del tipo di colpo "che non so fare" che da gli stessi tipi di problemi, come ci si deve comportare in questo caso? Ieri nel fare lezione a uno dei partecitanti molto negativo ho suggerito di ricercare il lato positivo di ogni colpo sbagliato, credi che sia giusto? Cioè tipo rattore di 70 mt, ma che non fa danno. Quindi il pensiero deve essere comunque positivo. ciao Ronnie. |
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Citazione:
Ciao Ronnie, Lo stato d'animo dell’allievo deve essere positivo ed aperto all'apprendimento. Un' allievo che dice "non lo so fare" è negativo? Abbastanza, esprime una convinzione su se stesso e sulla sua attuale situazione (ha a che fare con la sua ZdC), ma non del tutto perché è anche consapevole, in qualche modo, che c'è qualcosa che può imparare, e può scegliere di farlo. E poi in questa situazione non da la colpa ai ferri. Risultato attuale: non lo sa fare, ANCORA, ma PUO’ IMPARARE, se vuole. Le convinzioni disfunzionali come questa, comunque, si possono cambiare in convinzioni più funzionali. E' un processo mentale che tutti abbiamo: tutti abbiamo cambiato idea almeno una volta nella vita. E possiamo farlo ancora. Facciamo un passetto in avanti: Potresti chiedergli di fare una prova di questo tipo: 1) di non esprimere giudizi sul tiro che ha fatto, 2) chiedersi che cosa può imparare da quel tiro sbagliato sopratutto a livello di sensazioni fisiche, perché è da questa consapevolezza che il sistema mente-corpo comincia ad aggiustare il movimento quando ha presente qual'é il suo obiettivo e vuole raggiungerlo. E qui intervieni tu con la tua esperienza. Ma ricorda, anche tu stai imparando qualcosa su di lui, perché non c’è un allievo uguale ad un altro, ecco perché a volte posso sembrare un po’ vago, in realtà ogni allievo vive l’apprendimento in maniera differente dagli altri e noi possiamo solo stimolarlo a seguire il modo più giusto per lui. Quindi, aiutandolo a concentrare l'attenzione sui vari aspetti fisici che tu sai, dalla tua esperienza, potrebbero essere critici, chiedendogli in modo neutro (ad esempio): come senti l'impugnatura? come senti il peso sulla gamba destra? etc… fino a quando LUI non si accorge dell’aspetto fisico che è critico PER LUI, non secondo te, in modo che il processo di aggiustamento sia focalizzato su ciò che lui sente essere un’ostacolo ad uno swing fluido. Esperienza soggettiva: solo lui può saperlo. Le domande vanno fatte in modo neutro, col tono giusto, altrimenti l’allievo potrebbe pensare “ecco, mi ha chiesto come sento l’impugnatura, probabilmente la sto sbagliando, sono una frana, sono negato, etc…..”. Insomma le domande vanno fatte in modo da facilitare per l’allievo l’accesso alla sua capacità di apprendere, senza paura di sbagliare (se percepisce che non lo giudicherai) ma con la consapevolezza che sbagliare è necessario all’apprendimento. Infatti quando commetti un errore, se hai fiducia in questa tua capacità di apprendere, la mente confronta il risultato con l’obiettivo e ti aiuta a trovare le risorse per fare l’aggiustamento , ovvero per ridurre la distanza risultato <-> obiettivo. Insomma lallievo dovrebbe essere motivato a pensare: "commetto un errore --> sto imparando! " In questo modo l'apprendimento avviene più velocemente di quando invece l'allievo ha paura di commettere un errore perchè teme di essere oggetto di giudizi. Come fa il suo sistema mente-corpo a sapere qual'é il suo obiettivo? 1) gli chiedi di mettersi nello stato di apprendimento più adatto a lui 2) gli fai guardare un modello di swing fatto correttamente 3) lasci che lo osservi e impari visivamente (insomma senza commenti verbali né interni né esterni), Ma è importante essere in uno stato d'animo aperto all'apprendimento. Insomma uno stato emotivo in cui non esprime giudizi (né verbalmente né mentalmente) del tipo "non lo so fare, non riuscirò mai a fare così, sono troppo qua, sono troppo là, etc... " etc. Devi (e l’allievo deve) permettere che il suo sistema mente-corpo impari. E' così che quando inizia a tirare è più facile che la sua consapevolezza fisica si aggiusti gradualmente su quell'obiettivo. Perché quando sei in uno stato aperto ad imparare e vedi fare un certo movimento (esempio: lo swing) che pensi ti serva per il tuo obiettivo, il modo per impararlo lo trovi. Dentro di te. Se poi sei anche guidato da un bravo trainer questo processo avviene in modo più fluido e veloce (a volte in meno tempo di quello che ci metti a leggere questo post). Cosa guida il lavoro di un bravo trainer/coach? Rispetto, fiducia e ammirazione per le doti di apprendimento che ogni sportivo ha. Ne possiamo parlare quando vieni a Padova ( a proposito, quando?). Potrebbe essere una buona idea organizzare un corso congiunto (mente e tecnica) limitato ad un numero massimo di soci NextGolf in uno dei vostri Club. Perché alla fine queste cose se non le provi e non senti come possono migliorare il tuo gioco, rischiano di rimanere lettera morta. A presto ![]() Francesco
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Francesco Pattarello - Sport & Personal Performance Coach
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