Perchè giochi a golf?
Introduzione
In questo articolo faccio riferimento ad alcune idee dell'allenatore mentale Timothy Gallway, il primo che negli anni '70 ha constatato l'importanza dell' Inner Game nello sport; concetti che ho avuto modo di verificare nella mia esperienza.
Come sempre si inizia con un po' di teoria per finire con la parte pratica.
Buona lettura e buon esercizio!!
Rispondere a questa domanda ti permette di evidenziare la differenza tra l’obiettivo del gioco del golf e l’obiettivo del giocatore di golf. Differenza che spesso viene trascurata.
L’obiettivo esterno è chiaro: far entrare la pallina nella buca per 18 buche consecutive con il minimo numero di colpi. Ma è quella la vera ragione per cui un golfista gioca a golf?
Forse quelle palline hanno bisogno di qualcuno che le faccia entrare in buca e poi le recuperi? Beh, se fosse solo questo, ci sono degli strumenti più sofisticati, più economici e precisi per farlo. Un campo da golf viene progettato pieno di ostacoli e difficoltà di vario tipo proprio per rendere più sfidante completare il giro con un numero basso di colpi.
Il vero obiettivo di realizzare un campo da golf con queste caratteristiche è fornire certi benefici a chi gioca, benefici che vanno oltre la pura meccanica del gioco.
Sono obiettivi interiori che il giocatore porta con se. Sono emozioni.
Che obiettivi ha un giocatore di golf?
Divertirsi? Sfidare i compagni? Stare all’aria aperta? Fare movimento? Affrontare le sfide?
Ci sono giocatori che scelgono di giocare in un certo campo perché contiene appunto delle sfide, però poi quando si trovano in difficoltà hanno la tendenza a lamentarsi. Insomma, vogliono competere, vogliono una sfida, ma quando sono nel bel mezzo di un giro, spesso cambiano idea. Non vogliono più la sfida: vogliono vincere e basta.
Insomma per molti giocatori c’è un po’ di confusione sugli obiettivi, e questa confusione va a discapito della concentrazione e può creare frustrazione.
Chiarire gli obiettivi per cui si gioca può dare energia e motivazione nei momenti di frustrazione, in cui sembra che niente del gioco stia funzionando. E’ importante che uno sportivo si chiarisca che cosa è importante per lui alla luce dei suoi obiettivi, in modo da poter capire in che modo può ottenere ciò che veramente desidera. Un golfista che dedica un po’ di impegno per chiarirsi i propri obiettivi, riesce meglio a trarre beneficio da ciò che il golf ha da offrirgli.
Ogni umana attività ha tre differenti tipi di vantaggi: i riconoscimenti esterni che derivano dai risultati (premi, riconoscimenti, etc..); i benefici, per esempio il divertimento, che derivano dall’eseguire questa attività; l’apprendimento, ovvero quello che si impara, mentre si esegue questa attività.
Per esempio, l’attività di mangiare ha vari obiettivi: dare nutrimento al proprio organismo, assaporare un certo alimento o imparare qualcosa su quello che si mangia (es che ingredienti ci sono, come è stato preparato, etc..).
Di solito le persone si concentrano solo su un aspetto di un’attività: lavoriamo per il risultato economico, giochiamo per fare maggiore esperienza, leggiamo un libro o facciamo un corso per imparare delle nozioni o delle abilità. In realtà qualsiasi attività offre tutti e tre questi tipi di soddisfazione e se noi ci concentriamo solamente su uno di questi limitiamo la nostra soddisfazione riguardo a quello che stiamo facendo (per parafrasare Ligabue, ci accontentiamo e godiamo non la metà, ma un terzo).
Ecco che allora, nel caso del golf, ha senso chiedersi non solo quanto possiamo ricavare da una buona performance – ovvero dai risultati – ma anche cosa possiamo imparare e quanto divertimento possiamo trarne.
Obiettivi di risultato
Se per te il golf è un gioco orientato all’obiettivo e quello che cerchi sono essenzialmente risultati soddisfacenti – es. uno score basso – allora potresti scegliere di fare un altro passetto in avanti e chiederti: Che cosa farà per me l’ottenere buoni risultati nel mio gioco? Escludendo i professionisti che puntano anche a benefici economici, chiedendoti questa domanda un po’ di volte riuscirai ad andare più in profondità e a capire perché questo aspetto è veramente importante per te. Dalla mia esperienza posso dirti che la risposta finale a questa serie di domande è la consapevolezza dell’emozione che proverai quando ottieni quel determinato risultato. Le emozioni, sono queste che ci guidano: l’essere umano agisce per evitare emozioni negative (e dolore) e per provare emozioni positive (e piacere).
Obiettivi di esperienza
Poi puoi anche chiederti che tipo di esperienza ti stia dando il golf: insomma che emozioni ti fa provare giocare a golf? Razionalmente molte persone rispondono che l’esperienza e le belle emozioni dipendono interamente dal risultato, ma nella realtà le cose vanno diversamente. Molti cercano la soddisfazione che deriva dal risultato e si perdono le emozioni del gioco in sé. In realtà ci può essere soddisfazione in entrambi, nel gioco e nei risultati. Molti golfisti dicono di giocare per divertimento, ma non molti di loro si divertono realmente.
Per godersi il golf, devi concentrarti sul divertimento che puoi ricavarne ovvero sulle emozioni positive che questo gioco in sé può darti: non essere troppo sorpreso quando ti rendi conto che quando inizi un giro con il desiderio di divertirti, il tuo gioco è ben differente da quando invece sei preoccupato solamente dei risultati.
Il divertimento è una interferenza positiva che amplifica il tuo potenziale: Risultato = Potenziale + Divertimento
La preoccupazione è un’interferenza negativa: Risultato = Potenziale – Preoccupazioni
Obiettivi di apprendimento
Infine, il giocatore di golf potrebbe chiedersi che cosa può imparare o che crescita personale può ricavare dal gioco del golf. Questo può sembrare un aspetto un po’ meno attraente del divertimento e dei risultati, ma va ricordato che i giochi di solito vengono creati per agevolare l’apprendimento. Ad esempio il simulatore di volo con cloche e video è stato il precursore di molti video games; le esercitazioni militari nei boschi, ora sono diventate delle simpatiche scampagnate tra amici che giocano alla guerra sparandosi proiettili che lasciano solo innocue macchie di vernice sulle ‘vittime’.
Insomma, il numero di colpi con cui chiudo un giro, rimane sulla score card, ma quello che ho imparato ed il divertimento che ho provato per costruire quel risultato rimarrà sempre con me e posso usarlo anche nelle altre aree della mia vita.
Ma vale la pena di considerare tutti e tre questi obiettivi? Perché è così importante sapere che cosa ti spinge a giocare?
La risposta è che per avere successo nel gioco è necessario essere nello stato mentale adatto di rilassamento e concentrazione: è lo stato d’animo in cui il gioco fluisce facilmente e senza sforzo. Lo hai già provato almeno una volta, quindi sai di cosa parlo. E quando le motivazioni non sono chiare e i tuoi desideri ti spingono in varie direzioni, perdi la concentrazione che ti servirebbe e non ottieni la soddisfazione che stai cercando.
Il processo di definire i propri obiettivi è dinamico nel senso che questi cambiano nel tempo: fisso un obiettivo, lo raggiungo imparando delle nuove abilità per raggiungerlo, mi diverto, valuto la possibilità di desiderare un nuovo obiettivo e avanti così. E’ una crescita continua. Insomma quando una persona impara qualcosa di nuovo, i risultati che ottiene migliorano ed il suo divertimento automaticamente aumenta. Insomma questi tre obiettivi: risultato, apprendimento e divertimento si rinforzano l’un l’altro dando vita ad un circolo virtuoso in cui il giocatore soddisfa tutte le sue esigenze relativamente all’attività che sta svolgendo.
Quando però c’è la tendenza a privilegiare razionalmente uno solo di questi obiettivi a scapito degli altri due, quello che accade è che il sistema non cresce e non si innesca il circolo virtuoso di cui si parlava prima.
Ad esempio, quando imparare è l’unico obiettivo, si diventa il saggio nella torre d’avorio con tanta conoscenza, ma nessuna esperienza e nessuna azione e quindi nessun risultato concreto; quando si privilegia il divertimento ma si trascurano i risultati, si finisce per annoiarsi; quando si guarda solo ai risultati, trascurando apprendimento e divertimento/esperienza, alla fine anche i risultati ne risentono. Quest’ultimo tipo di squilibrio tra i tre tipi di obiettivi è abbastanza tipico delle aziende eccessivamente orientate al risultato. Basta vedere quanto è emerso di recente riguardo a coloro che lavorano solo per i risultati economici: molte grosse aziende si sono accorte delle conseguenze negative di porre eccessiva enfasi sui risultati di produzione trascurando il resto. Ed ora, molte di loro, iniziano a cambiare rotta ed a dare importanza alla Qualità della Vita Lavorativa con risultati sorprendenti sulla soddisfazione del dipendente e quindi sui risultati di produzione (che comunque sono importanti, non possiamo negarlo).
Si è visto che quando il dipendente viene considerato più importante del lavoro che svolge, accade che la qualità della produzione migliora in modo sensibile.
Lo stesso paradosso si vede anche nel golf: quando il golfista si considera più importante dei risultati del suo gioco, il suo gioco migliora. Cosa significa questo? Quando impari a rilassarti riguardo ai risultati del tuo gioco e ad alcuni aspetti del tuo gioco che tolgono energia al tuo potenziale, il tuo gioco migliora e rinforzi la tua abilità di imparare e di divertirti, insomma inneschi il circolo virtuoso (risultati, divertimento, apprendimento) di cui si parlava prima.
Per raggiungere questo equilibrio è necessario iniziare per gradi stabilendo, in tempi diversi, differenti priorità tra questi tre obiettivi: un dato giorno puoi concentrarti solo sul valore dell’esperienza di gioco e quindi cercare di rendere massimo il divertimento. Ovviamente puoi puntare a metterla in buca, ma facendo lo swing in modo che da trarre divertimento da questo movimento e usando i bastoni che preferisci, senza troppe considerazioni su quale sarebbe il bastone giusto.
Insomma, gioca nel vero senso della parola: i risultati potrebbero sorprenderti.
Un altro giorno puoi concentrarti solamente su quello che impari dall’esperienza di gioco.
Puoi ricavarne intuizioni importanti su come migliorare ancora.
Un altro ancora puoi concentrarti solamente sui risultati.
Una volta che hai sperimentato queste tre componenti separatamente, diventa più facile armonizzarle nel loro complesso in modo che siano equilibrate. A questo punto può essere una buona idea fissare obiettivi specifici per ciascuno di questi tre aspetti. Per esempio puoi fissare un obiettivo di risultato (esempio: scendere sotto gli 85 in modo regolare); un obiettivo di divertimento (esempio: goderti la giornata all’aria aperta e la compagnia delle persone con cui giochi) ; ed un obiettivo di apprendimento (esempio: praticare un esercizio di allenamento mentale per metterti nello stato d’animo funzionale per te; vedi per esempio quello che ho postato in “Le lezioni fanno bene?”) .
L’esperienza che ne ricavi può darti nuove intuizioni sul tuo gioco e sulle tue motivazioni. Certo può essere facile definire gli obiettivi, ma non sempre riusciamo a ricordarceli ed implementarli quando serve.
In questo caso, può essere d’aiuto scrivere una breve nota di questi tre obiettivi sulla propria score card, e darci un’occhiata di tanto in tanto mentre si gioca.
Questo ti permette di capire dove sei rispetto a dove vorresti essere e di fare i dovuti aggiustamenti (in corso d’opera) se lo ritieni necessario.
A presto 
Per chi vuole approfondire consiglio l’ottimo
The INNER GAME of GOLF, di Timothy Gallwey
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 Francesco Pattarello - Sport & Personal Performance Coach
Ultima modifica di evergreen : 17-02-2009 alle ore 20:20
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