ORE QUINDICI
Cominciamo alle 15.00 con sei bambini.
Comincio con i termini semplici dello swing, come è fatto il bastone e a cosa serve.
Come si impugna e ho utilizzato alcune carine definizioni di un amico del Monticello, che paragonava la delicatezza nello impugnare il grip, come se avessimo nelle dita un uccellino oppure un tubetto di dentifricio aperto, allo scopo di far capire che non bisogna stringere troppo.
Poi tutti con un bastone in mano, le prime prove, falciando l’erba, come diceva l’amico Harvey Penick.
Il triangolo delle braccia, con le spalle, tipo scimmia, per far capire come bisogna stare rilassati davanti alla palla.
Ho dovuto trovare insomma tante definizioni spiritose, che nel golf non sono scritte, ma che devo per forza reinterpretare con i bimbi, altrimenti non mi seguono.
Una bambina infatti mi si avvicina e mi dice: ma cosa vuol dire perpendicolare?
Devo fare per forza di cose un tuffo nel passato ed esprimermi con un linguaggio semplice, non è facile.
Poi abbiamo iniziato ad approcciarci alla palla, posizione dei piedi, la torsione, il caricamento della molla.
Quindi il colpo.
Qualcuno l’ha presa come avesse già fatto mesi di corso con un professionista, alcuni più piccoli, proprio non ce la facevano, anche perché non mi ascoltano.
Ho scoperto poi che c’erano alcuni bambini sfortunati che effettivamente avevano qualche problemuccio, ma questo sarà solo di stimolo per cercare di arrivare all’impossibile.
Qualche mamma poi era anche preparata, in quanto evidentemente dopo le faccende domestiche, sistemando la WII del figlio, ci provano.
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