SAN SIRO GOLF
Ovvero la recensione del SAN SIRO GOLF. Ho provato venerdì il SAN SIRO GOLF, così si chiama il nuovo campo pratica della megalopoli lombarda.
IN PRATICA: In pratica è un luogo dove praticare il Golf, praticamente in città, comodo anche con la metropolitana, praticamente a 1 chilometro. Il campo pratica, è in pratica all’interno dell’ippodromo del galoppo, di fronte a quello del trotto ed allo stadio, una volta omonimo, ora si chiama Meazza. In pratica sarebbe stato inutilizzato questo enorme spazio e la SNAI, la società ippica che gestisce gli ippodromi italiani, scommesse e quant’altro, con questo colpo di genio ha messo in piedi una bella macchina da soldi. Cominciamo dall’entrata.
IL PARCHEGGIO: Se capiti in un giorno feriale è gratis e incustodito, ma se è in concomitanza con altri eventi sportivi, può darsi pure che costi 5 euro, come da cartelli oppure non lo trovi proprio.
LA CLUBHOUSE: Piccola e deliziosa, trova spazio in una costruzione liberty di altri tempi, ristrutturatissima per l’occasione, sa di fresco e di tranquillità, spogliatoi piccoli, ma non servono molto in città. Intanto se arrivi con sacca da 400 kg e carrello, non sai come entrare. Le barriere architettoniche che fanno soffrire i veri portatori di Handicap, non quello del golf però, fanno presente che solo sacche a spalla sono consentite. E’ tutto chiuso, devi suonare il campanello d’oro, già qua si capisce il tenore alto. Una ragazza carina e molto elegante ti viene ad aprire, superi i gradini con il tuo ingombrante carrello, con le ruote sporche di fieno e lordi tutto il tappeto fino alla cassa. Ti chiedi e domandi, ma come si fa a portare dentro tutta questa masserizia? Ti viene annunciato che i carrelli te li danno loro gratis, ma poi scopro che non servono, perché tanti altri gradini, bisognerà fare. Devi cacciare 10 euro per entrare, gettoni da 2 euro per 30 palline. Al Sanvito 1 euro per 66, leggermente diverso, però qua siamo quasi in centro Milano. L’abbonamento annuale è piuttosto alto 600 euro, bastano appena 60 volte che vai a pari. Se vai tutti i giorni potrebbe convenire… Forse bisogna rivedere un pochettino le politiche di marketing, sono stati probabilmente malamente consigliati.
IL TUNNEL: Rampa di gradini a scendere, per imboccare un tunnel lungo, lungo, lungo diverse centinaia di metri, che attraversa tutta la pista dei cavalli e sbuca in mezzo. Altra bella rampa di gradini. Molto singolare l’accesso e discutibile, il fatto che ci sia questa grande quantità di gradini e un povero pirla con il carrello. Mi sembro un po’ Fantozzi, con questo carrello da issare a forza, forse era meglio precisare che bisognava arrivare leggeri, meglio con pochi ferri e a spalla. Stanco, sudato, visto finalmente il caldo, che da due mesi tardava, finalmente si arriva, in questa isola felice.
DRIVING RANGE: Fila di postazioni, nuovissime e ben disposte, tecnologicamente avanzatissime, molto attraenti anche da vedere. Finiture di pregio persino nei tappetini, che ini non sono proprio, ma sono delle signore postazioni, molto confortevoli. Si può tirare oltre 200 metri, per ora, ma stanno lavorando per allungare la gittata, per gli amanti dei bazzooka. Alcune montagnole movimentano l’orizzonte del campo pratica, solitamente piatto. Una in particolare ai 50 metri, fa da sorta di pitching, per gli approcci. E’ indubbiamente il più bel campo pratica che abbia mai visto fin’ora, quasi anche più del Mirasole, decisamente industriale. C’è anche una postazione volante di maestri, erogatori
di palline, coperta, in mezzo alle postazioni.
PUTTING GREEN: Dietro alle postazioni, un grande putting green, nuovissimo, fa il suo figurone con le sue 18 buche, molto distanti tra loro e con simulazioni di green in pendenza, a diversi livelli. Serie e professionale.
PITCHING. Ma il pezzo forte è l’area pitching. Un profondo bunker e due collinette, con green perfetti sopraelevati e tre bandierine, fanno la chicca di questa struttura. Lo spazio intorno non manca, si può “picciare” da qualsiasi punto ed è quasi un peccato colpire i green, tanto che sono eccellenti. Già qualche pitchmark non riparato fa capolino, ma il posto è nuovissimo e quindi prima di rovinarlo ci vorrà un po’, ma neanche poi tanto, se cominciano ad arrivare le orde.
La vista intorno spazia, siamo al centro dell’Ippodromo del galoppo di San Siro, con vista delle torri dello stadio, in pratica un’isola felice in città.
Speriamo rivedano le quote di accesso, decisamente, fuori di melone e non idonee e in linea con la promozione. Va bene che promuovere non significa, regalare, ma ci deve essere equilibrio ed il buonsenso non deve mai mancare, in linea con le regole del GOLF.
Viva il Golf in centro città.
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