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  #1 (permalink)  
Vecchio 19-07-2010, 00:11
tonyontravel
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Predefinito Nextgolf in Scotland

Sono tornato, distrutto,stanchissimo, ma naturalente soddisfatto ed emozionato.

Ho appena terminato di vedere la registrazione della giornata finale del The Open e vedere quelle immagini dopo aver visto quei posti da vicino, posso assicurarvi è una grande e piacevole sensazione in più.

Per il resoconto della trasferta datemi tempo.
Vi anticipo solo la foto rappresentativa della presenza Nextgolf in Scozia.
Non vi dico il freddo che ho dovuto prendere per fare la foto con la sola maglietta. (ma questa è un'altra storia).



Per ora buonanotte!!
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Vecchio 19-07-2010, 10:33
L'avatar di neroman
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diavolo , questo post mi era saltato...


Grande Tonno Mannaro ho visto uno score di tutto rispetto postato su Facebook...

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A volte il maiale va da solo al macello perchè sa che è la cosa migliore per il fattore - William Shatner - S@#§ my dad says - s01e03
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Vecchio 19-07-2010, 13:07
doppiag78
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WORLD WIDE NEXT GOLF!!!
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  #4 (permalink)  
Vecchio 19-07-2010, 23:45
tonyontravel
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Eccomi, volevo scrivere una storiella di questa fantastica avventura, ma lo farò con calma per la sola giornata trascorsa all'Open che purtroppo non è supportata da immagini.

Per il resto ho messo le didascalie a tutte le foto dell'album cercando di descrivere quello che ho vissuto.

Picasa Web Album - Claudio - Scozia 15-18 ...

Il vostro inviato dalla Scozia
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  #5 (permalink)  
Vecchio 20-07-2010, 00:04
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Bellissimo il resoconto fotografico con i commenti..ottima scelta Claudio.

Credo che un viaggio Nextgolf in questi posti non possiamo non organizzarlo...

Le foto trasudano di golf vero quello che " ce piaceee "

Ora il resoconto dell' Open non vediamo l'ora di leggere...
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Vecchio 20-07-2010, 00:56
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Devo dire che la statua accanto al putting green assomiglia in maniera impressionante a Tonyo!

Fortissimo il cartello che vieta di recuperare le palline OOB vicino al Campo pratica.
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Vecchio 20-07-2010, 10:16
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Che spettacolo...è il mio sogno andare a giocare in scozia...una cultura per il golf completamente diversa! Grazie per il report!!
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  #8 (permalink)  
Vecchio 20-07-2010, 23:33
cocalan
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ragazzi che esperienza,giovedi alle 7,00 mi vedo un colosso nero che puttava ad un metro da me, il tigerone, una delusione perche almeno un salutino un autografino lo poteva fare visto che eravamo io lui e altre cinque persone e certo non lo disturbavamo, un'altra storia seguire gli altri molto piu umani ed essendo poco seguiti sembrava quasi di giocare con loro.
la tiger mania imperversa ma è un presuntuoso, in campo pratica si è beccato dei fischi quando ha trattato in malo modo un reporter della bbc.
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ma il colpo piu spettacolare è stao quello di jimenez alla 17 , trovarmi dietro di lui e vederlo tirare contro al muro .....incredibile non ci credevo.
il viaggio poi è stato fantastico , in aereo c'erano chimenti e manca seduti affianco a noi due persone simpaticissime e disponibilissime.
a presto con altri racconti ciaooooooooooo
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  #9 (permalink)  
Vecchio 20-07-2010, 23:34
cocalan
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dimenticavo la cosa piu importante , non sono riuscito a vedermi con tonyo cosa che desideravo molto, sara per la prossima
ciao claudio
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  #10 (permalink)  
Vecchio 23-07-2010, 00:16
tonyontravel
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Predefinito St.Andrews Day

Il giorno precedente, il viaggio in aereo, l'arrivo e sistemazione in Hotel, 18 buche sul Dalmahoy East Course, un parkland course con enormi green
ed una sequenza di buche belle per il contorno, ma non troppo varie, la cui sequenza viene rotta da due buche più inserite in un bosco che poco si
abbinano alle restanti 16.
Nonostante ne abbia tirati come ormai non mi capitava da anni con un totale di 44 putt , non riesco ad essere arrabbiato.

Sveglia alle 6.
Approfitto dell'abbondante colazione che è possibile fare in albergo a base di uova, pancetta, salsicce e tutte quelle altre cose così lontane dal
solito cappuccino e brioche cui sono abituato per immagazzinare energie per la giornata che non si prospetta di alcun riposo.

Il pulman è abbondante per il mio gruppetto di 12 persone, in perfetto orario si parte alle 7 e qualche minuto, mi aspetta una bella ora e mezza di
viaggio.

Stranamente lungo il tragitto non vedo campi da golf, ma la campagna scozzese e belle da vedere ugualmente, l'ingresso all'Open è segnalato già
dall'autostrada e quando il traffico inizia a farsi un po' più intenso è il segnale che la meta è vicina.

Si attraversa Cupar un paesino con edifici e chiese dall'architettura tipica e i finestrini del pullman iniziano a rigarsi di pioggia, cominciamo
bene (penso).

Ad un tratto in lontananza strani mostri meccanici compaiono all'orizzonte sono le gru delle televisioni e subito più in basso si vedono le tribune
montate in prossimità di ogni green, poco dopo sulla destra un lungo cartello recita "Welcome to St. Andrews".

Sceso dal pullman mi avvio verso l'ingresso, poco prima del cancello in un piccolo prefabbricato devo lasciare in custodia (gratuita) macchina
fotografica e Iphone per poter passare i metal detector (tipo aeroporto) ed accedere all'Old Course.

Il percorso di avvicinamento passa attraverso una delle aree commerciali allestite per l'occasione, con punti di ristoro, negozi di merchandising,
stad espositivi e due enormi maxischermi che trasmettono le immagini in diretta dal campo.

Il primo contatto con l'Old Course è sulla buca 16 ma appena oltre c'è la buca 3 dove è immediatamente riconoscibile l'andatura del Papero Cabrera
che sta andando verso il green.
Appena è possibile attraverso il crossing-point e mi porto dall'altro lato per andare verso la partenza.
Il clubhouse è lì, così come visto migliaia di volte in Tv e in fotografia, non c'è dubbio, sono a St.Andrews.

Arrivo alla partenza della uno giusto in tempo per sentire il famoso starter dalla voce argentina esclamare "from Italy Edoardo Molinari".
Dopo la partenza la steadycam è tutta per lui, lo affianca inquadrandolo passo passo per un centinaio di metri.
Provo a seguirlo , ma la gente è veramente già tanta e si fa fatica ad avvicinarsi alle corde di contenimento.

Accompagno gli amici al padiglione del merchandising per comprare qualche souvenir, poi una bella cioccolata calda e si torna nell'area a destra
delle buche uno e due dove c'è anche il campo pratica e l'approching area.

La tribuna del campo pratica è piena, trovo a fatica un posto per guardare e riposare un po'.
Sulla estrema destra David Duval, proprio davanti Immelmann, più defilato sulla sinistra, ma inconfondibile, John Daily ed i suoi pantaloni.
Poco dopo arriva Faldo. Certamente dimentico qualcuno, ma sono frastornato da tutti questi personaggi visti tante volte scorrere nelle immagini di Sky e che ora sono lì a pochi metri ripetendo swing senza sforzo apparente e colpendo palline che con regolare monotonia seguono sempre la stessa traettoria.

Pochi minuti e si scatena uno dei tanti inferni di acqua e vento, così, non potendo certo aprire l'ombrello seduto sulla tribuna scappo via e vado
verso la partenza. Pochi minuti al riparo di uno dei posti di ristoro e si può riprendere a camminare allo scoperto.
Su uno dei putting green l'esile sagoma del mancino canadese Mike Weir sta terminando il suo allenamento.

Attraverso i fairways di 1 e 18 (in effetti sono una cosa unica) e arrivo dall'altra parte, a ridosso della strada "The Link" che separa edifici
famosi dal prato dell'Old Course.
La seguo dapprima verso quel famoso green, quando diventa "Old station road" per dare il nome di "Road Hole" alla buca 17. La strada da cui giocò
Costantino Rocca in quel famoso Open con quel muretto a sostegno anche quest'anno protagonista grazie alla magia di Migel Angel.
In green c'è Luke Donald impegnato in un putt kilometrico che, ben giocato gli garantirà il par, subito dopo arriva Robert Karlsson (mamma mia quanto è alto).

Torno sui miei passi e imbocco nuovamente The Links.
La percorro con calma, con lo sguardo non più rivolto al Course, cercando di gustare tutti i particolari di quegli edifici famosi tra cui spiccano il Rusacks Hotel e più avanti quasi all'altezza del green della 18 il negozio di golf più famoso al mondo, quello intitolato a TOM MORRIS.

Nel tempo in cui mi fermo vicino al green della 18 posso solo constatare la disarmante facilità con cui quasi tutti mettevano palla in green dal tee.
Per tornare dalla parte opposta è più comodo uscire e ne approfitto per passeggiare al di fuori del Course, arrivando nella parte alta della passeggiata che offre una vista veramente interessante.
Appena sotto la costa corre velocemente verso il mare, sulla sinistra la lunga e ampia
striscia di sabbia che separa i campi di St.Andrews dal mare.
Il forte vento teso che soffia senza incontrare ostacoli mi consiglia di rientrare.
Sulla strada del ritorno un'occhiata al Museo del Golf, con in vetrina i calchi in bronzo dei greep più famosi: Nicklaus, Palmer, Faldo, Hogan
etc.... etc...

E' ora di pranzo, avevo già deciso in precedenza: "fish and chips", vago tra i tavoli con il mio pranzo in mano sperando di trovare un posto, ma
non ho neanche bisogno di chiedere che la Lei di una simpatica coppia mi chiede "Are you by yourself?" e mi invita ad accomodarmi.
Loro terminano abbastanza in fretta e lasciano il posto ad un'altra coppia, quattro chiacchiere: "where are you from?" "New York City".
Ci alziamo contemporaneamente lasciando libero il tavolo ad altre tre persone di cui una entusista per la disponibilità mi dice "You are
wonderfull" "Yes. I know!!" gli rispondo con un sorriso.
Si avvicina l'ora delle partenze interessanti, guadagno quindi un posto della tribuna laterale al tee della 1.
Non ricordo in che ordine, ma vedo sfilare Poulter, Rose, Leonard, Casey, Westwood e non so più quanti altri fino al ricciolo ribelle di Mc Ilroy, che dopo il -9 del giorno precedente è accolto da un'ovazione (peccato che stia partendo per un giro in 80 colpi).
Ed ecco anche Tiger Woods, come al solito molto distaccato, che poco concede a chi lo acclama anche in termini di semplice accenno di saluto.

E' più di un'ora che sono seduto e quindi mi avvio nell'onda che segue, all'altezza della partenza della due, due strani suoni di sirena, poichè
non c'è una nuvola in quel momento devo ammettere che ho ingenuamente pensato "ste c...zo di Vuvuzela, hanno invaso anche St.Andrews", era invece la doppia sirena che sanciva la sospensione per vento forte.
C'è ancora tempo e approfittando del cielo abbastanza sgombro decido di avventurarmi verso la fine del ring.
Cammina, cammina, cammina mentre molti cercano riposo al riparo delle dune (Bjorn Borg ed il suo caddie sembrano due pecore sorprese dalla tormenta che si riparano dietro una siepe sul tee della quattro) sdraiandosi su un terreno che a dispetto della pioggia appena caduta è già asciutto.
Ogni tanto si incontrano i punti di ricovero dove comodi pulmini offrono riparo e riposo a giocatori e caddies.

Una notazione che scaturisce anche dall'uso come bastone da passeggio dell'ombrello: se cercate di infilare la punta nel terreno per farlo rimanere
dritto, non ci riuscite, tanta è la compattezza di quell'erba.

Alla fine del ring per ingannare l'attesa gli spettatori si rimandano la oola da una tribuna all'altra delle buche 8-9-10-11.
Torno dalla parte opposta seguendo la naturale sequenza delle buche, nel mentre riprende il gioco.

Passo l'ultima ora girando tra area commerciale e tee della 17 dove è bellissimo vedere sparare il drive sopra i tetti del Golf Hotel.

Sono talmente stanco che decido già di non cenare ma per evitare ogni tentazione , prima di uscire un hot dog (con salsiccia, non wurstel) mi darà l'energia necessaria a resistere fino alla colazione dell'indomani.

Sono in pullman ad aspettare gli altri, il cielo è ormai sereno, irrido il vento che continua a soffiare ma che non può più infastidirmi e riavvolgo il nastro dei ricordi di questa giornata indimenticabile.
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